Coronavirus, Arcivescovo di Milano: “Reazioni spropositate”

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Questa mattina l’arcivescovo di Milano ha officiato la tradizionale messa del Miracolo a Treviglio a porte chiuse per via dell’emergenza coronavirus, ma trasmettendola in diretta Facebook:”Reazioni emotive spropositate”.

Coronavirus, Messa del Miracolo senza pubblico

Il coronavirus è riuscito a fermare anche la fede. Nella mattinata di sabato 29 febbraio, infatti, a Treviglio, da oltre 500 anni si svolge la tradizionale Messa del Miracolo, festività in cui si celebra lo svelamento dell’affresco della Vergine, ma questa volta i devoti hanno dovuto seguire la celebrazione da casa, in diretta su Facebook.

In un contesto così surreale, Monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, ha officiato la messa a porte chiuse e nell’omelia ha voluto stemperare gli animi, vista una situazione che pare essere sfuggita di mano a tutta la società in questi giorni: “Il bene, la vocazione a cui siamo chiamati, è più alto della banalità. Il male, quello che ci insidia, è più profondo di quello che sta nei discorsi banali”.

Frigo pieno e cuore vuoto

L’omelia dell’arcivescovo poi ha toccato più nel profondo la questione del coronavirus, trasmettendo molta perplessità nei confronti di chi ha affrontato la questione con poco equilibrio: “L’allarme di questi giorni ha suscitato reazioni emotive sproporzionate; a volte sembrava che la cosa più importante fosse: ‘Ah, se avessi il frigo pieno, per non pensare al vuoto che ho dentro il cuore. Se almeno avessi un rimedio palliativo per non pensare all’insidia mortale che mi atterrisce”.

Ricordiamo che anche la messa di venerdì scorso, infatti era stata già svolta a porte chiuse e trasmessa su Facebook.