Coronavirus, Arcuri: "Scaricare l'applicazione se si vuole bene a se stessi e ai propri cari"

Domenico Arcuri

Il Commissario per l’Emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, ha di recente parlato dell’app Immuni, creata per il monitoraggio e il contenimento del virus, ma anche di un’eventuale seconda ondata di coronavirus.

Le parole di Domenico Arcuri

Nel corsi di un’intervista rilasciata a Sky Tg24 Economia, Domenico Arcuri, a proposito dell’app Immuni ha affermato: “Se si vuole bene a se stessi e ai propri cari, scaricare la app è un’opportunità che nessuno deve perdere. Confidiamo che i numeri crescano rapidamente”.

Per poi aggiungere: “La app Immuni da lunedì sarà utilizzabile su tutto il nostro territorio. I 2 milioni e 200mila italiani che l’hanno già scaricata lo hanno fatto spontaneamente. Da lunedì ci sarà una massiccia campagna di comunicazione. Dobbiamo anzitutto informare quelli che non lo sanno che questo strumento è disponibile, ribadire che è anonimo e che resterà anonimo fino alla fine del suo utilizzo e, soprattutto, spiegare che un accorgimento, uno strumento, una componente fondamentale nella strategia per l’ulteriore contenimento del Coronavirus nel nostro Paese”. Arcuri ha inoltre aggiunto: “Le regioni, prima che arrivasse l’app Immuni, hanno fatto dei tentativi e sperimentazioni ma confido che convergeranno sulla app nazionale, su di essa convergono tutti i cittadini. Un sistema di contact tracing o è nazionale o è limitato per definizione”.

In merito ad un’eventuale seconda ondata di Covid-19, Arcuri ha dichiarato: “saremo messi assai se non sideralmente meglio di come eravamo messi all’inizio della prima ondata, come erano messi tutti gli altri Paesi del mondo. Conosciamo meglio il virus anche se non lo abbiamo ancora sconfitto. In Italia abbiamo un’offerta nazionale di dispositivi e di apparecchiature che tre mesi fa, al netto dei sogni di alcune categorie di cittadini, non avevamo neanche lontanamente. Soprattutto ora tutti i cittadini hanno un’abitudine circa le modalità per contenere e contrastare il virus e abbiamo il ricordo dei mesi chiusi in casa. Direi che siamo tendenzialmente messi meglio. Chi sarebbe messo peggio nell’ipotesi di una seconda ondata sarei io, ma come abbiamo sopportato la prima sopporteremo anche l’eventuale seconda che auspichiamo non arrivi”.