Coronavirus, Area Dg: dl Cura Italia non garantisce salute carceri

Red/rus

Roma, 24 mar. (askanews) - "La nuova ipotesi di detenzione domiciliare, introdotta dal Governo con il decreto Cura Italia, non è in grado di abbattere il sovraffollamento carcerario e tutelare la salute delle persone detenute e di tutti quelli che, per loro, lavorano. Il rischio di diffusione del Coronavirus nelle carceri è altissimo, con conseguenze che riguardano l'intera collettività. Occorre perciò fare tutto ciò che è necessario per impedirlo, in primis aggredendo il sovraffollamento". Così Area democratica per la giustizia in una nota. Secondo l'associazione delle toghe progressiste, infatti, la nuova ipotesi di detenzione domiciliare "potrà essere fruita da un numero modesto di detenuti. Inoltre, condiziona la liberazione all'applicazione dei braccialetti elettronici, non ancora disponibili". Secondo AreaDG, occorre invece intervenire "prevedendo l'elevazione a 2 anni del periodo di pena residua da scontare ai domiciliari ampliando la platea di coloro che possono fruirne e rendere discrezionale l'applicazione del braccialetto elettronico". Occorre, poi, "differire fino a giugno l'esecuzione delle pene inferiori ai 4 anni per i condannati che già ora possono attendere in stato di libertà l'esecuzione e, infine, potenziare le misure alternative". Va anche rafforzato il Tribunale di Sorveglianza, "prevendendo, con un bando straordinario, la destinazione temporanea a questa funzione di magistrati che, in questo momento, vedono sospesa l'attività ordinaria". Infine, "si devono subito garantire alle persone detenute i dispositivi sanitari e assicurare un costante monitoraggio sanitario". Secondo Area, "il sovraffollamento e la salute dei detenuti e degli operatori del carcere richiedono decisioni responsabili e lungimiranti e non devono assolutamente essere terreno di strumentalizzazioni politiche".