Coronavirus, arrivano i primi licenziamenti: la protesta dei lavoratori

coronavirus primi licenziamenti

L’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Covid-19 sta provocando una nuova crisi economica, con alcuni settori più colpiti di altri. Come al solito, a pagare il prezzo maggiore sono i lavoratori e la povera gente. Alcuni datori di lavoro hanno già cominciato ad allontanare i propri dipendenti (secondo un’indagine diel Centro studi di Confindustria, un’impresa su 10 sta già mettendo in conto i licenziamenti a causa del Coronavirus), ma contemporaneamente chiedono aiuti, sgravi e sussidi al Governo.

Coronavirus: iniziano i licenziamenti

I licenziamenti sono stati da tempo resi più facili grazie alla legge Fornero, al Jobs Act e all’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Il quotidiano indipendente ildesck ha pubblicato sul proprio sito una lettera che preannuncerebbe quello che presto potrebbe accadere a molti lavoratori dipendenti. Si tratta della formalizzazione del licenziamento di un lavoratore dipendente di un albergo di Abano Terme in provincia di Padova. Licenziamento che porta già la motivazione del Coronavirus.

Nella lettera infatti si legge che “a causa della tristemente nota vicenda del Coronavirus ci troviamo costretti a comunicarle il suo licenziamento”. Una situazione che non è andata giù a Giorgio Cremaschi, portavoce nazionale di Potere al Popolo. “Eccolo qua il primo atto di solidarietà sociale dal mondo delle imprese – commenta –. Dopo i richiami autorevoli a stare tutti uniti ecco un lavoratore licenziato in tronco causa crisi economica da Coronavirus”.

E ancora: “Si segnalano casi di lavoratrici e lavoratori precari che non possono stare a casa per accudire i figli, perché temono che al ritorno il lavoro non ci sia più. Non sono effetti collaterali della malattia, sono effetti diretti del Jobs Act e di tutte le leggi che hanno distrutto i diritti del lavoro”.