Coronavirus, atenei lombardi pronti a ripartenza in modalità mista

Red
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Milano, 8 feb. (askanews) - Le università lombarde sono pronte a ripartire nel secondo semestre con "una presenza flessibile e graduale, in modalità mista". È l'approccio condiviso dalla Crul, la Conferenza dei Rettori delle Università Lombarde, che si è riunita alla presenza dell'assessore regionale all'Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione, Fabrizio Sala. Il modello organizzativo è dunque basato su lezioni in presenza e didattica a distanza, "nel rispetto delle normative anti Covid e sulla scia della rivoluzione digitale apportata alla didattica nei mesi più difficili della pandemia".

Tutti gli atenei hanno detto di avere predisposto i piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, in presenza e a distanza, mettendo in atto tutte le misure necessarie per garantire la tutela della salute di studenti, docenti e del personale nel rispetto delle normative e delle disposizioni dell'Iss. La Crul ha stabilito che ciascuna università e istituzione di alta formazione artistica musicale e coreutica, possa predisporre in autonomia il piano di organizzazione della didattica e delle attività curriculari di tipo frontale a seconda dell'andamento del quadro epidemiologico, non omogeneo sul territorio regionale.

Nel corso della Conferenza dei Rettori sono inoltre stati trattati due punti all'ordine del giorno, presentati dalla rappresentanza degli studenti. Il Consiglio Nazionale degli studenti Universitari ha infatti presentato la richiesta di sottoporre a vaccinazione gli studenti universitari impegnati in attività di tirocinio in area medico-sanitaria mentre dai rappresentanti degli studenti lombardi è stata presentata la richiesta di includere gli studenti universitari nel circuito dei tamponi anti - Covid gratuiti. La Crul ha chiesto inoltre a Sala che gli studenti universitari, i docenti e il personale tecnico-amministrativo vengano favoriti nella campagna vaccinale anti-Covid.

L'Università degli Studi di Bergamo ha infine presentato al Comitato una ricerca sul tema "Radiografia degli iscritti universitari, per disciplina e regione di residenza". Dallo studio è emerso che le regioni del Nord, tra cui ne è un esempio chiaro la Lombardia, sono caratterizzate da bassi accessi all'Università dalla popolazione residente (circa il 30% contro una media nazionale del 36%), compensati da una fortissima attrattività degli studenti provenienti da altre regioni e da una scarsa propensione degli iscritti residenti per le discipline giuridiche e per medicina.