Coronavirus,in aumento casi Africa, si teme "bomba a orologeria" -3-

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Roma, 17 mar. (askanews) - L'Egitto, che conta 160 casi di contagio e quattro decessi, ha annunciato la sospensione di tutti i voli internazionali fino al 31 marzo, ha chiuso scuole e università, e ha vietato eventi di massa pubblici. In Sudafrica, che ha registrato 62 casi, il presidente Cyril Ramaphosa ha dichiarato la "calamità nazionale", sospendendo i voli con i Paesi più colpiti dalla pandemia di coronavirus, quali Cina, Iran, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, chiudendo scuole e università, vietando funzioni ed eventi pubblici. Anche l'Algeria, con 60 casi di infezione e cinque decessi, ha annunciato la sospensione dei voli con Italia, Francia, Spagna, Tunisia, Egitto, Emirati arabi uniti, Qatar e Giordania, ha chiuso scuole e luoghi di culto e ha sospeso i lavori parlamentari.

Il Marocco, che conta 37 casi, ha sospeso i voli e ha chiuso moschee, scuole e luoghi pubblici, creando al contempo un fondo speciale da un miliardo di dollari per sostenere le spese sanitarie. Sabato scorso, il presidente del Senegal, Macky Sall, ha annunciato la chiusura delle scuole e la cancellazione di tutti gli eventi pubblici per un mese, annullando anche le celebrazioni per i 60 anni dell'indipendenza del Paese dalla Francia, il prossimo 4 aprile. Nel Paese si contano oggi 26 contagi, due in più della Tunisia che ha annunciato oggi la chiusura delle frontiere e la sospensione dei voli, dopo aver già imposto la chiusura anticipata di bar e ristoranti e il divieto di frequentare mercati, bagni pubblici ed eventi pubblici.

L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha raccomandato di eseguire test a ogni caso sospetto di contagio per contenere la diffusione del coronavirus, ma non tutti i paesi africani hanno la possibilità di farlo, soprattutto i più fragili. Come la Libia, che ha chiuso frontiere e porti, scuole e università, e vietato eventi pubblici, sebbene non abbia finora confermato alcun caso di Covid-19, e da dove continuano a partire i migranti alla volta dell'Europa, come testimoniato dalle circa 400 persone intercettate in mare e riportate a Tripoli negli ultimi giorni. "Questa malattia andrà presto via, quindi non ho paura di andare in Europa", ha detto un migrante ivoriano, citato da InfoMigrants, prima che l'Ue decidesse di chiudere le frontiere esterne per un mese. Altri Stati particolarmente vulnerabili sono la Somalia, che ha vietato tutti i voli internazionali dopo il primo caso di contagio, e il Sudan che oggi ha dichiarato lo stato di emergenza, chiudendo tutti gli aeroporti e le frontiere terrestri e marittime, dopo aver registrato sabato scorso il primo caso, con il decesso di un uomo rientrato dagli Emirati Arabi Uniti.

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