Coronavirus, azienda di Brescia vende mezzo milione di tamponi agli USA

coronavirus caso sospetto Cecchignola

Un’azienda di Brescia avrebbe venduto mezzo milione di tamponi per coronavirus agli Stati Uniti. La grande scorta di tamponi, fabbricata in Italia, era disponibile presso la base militare di Aviano ed è stata trasportata negli USA lunedì 16 marzo. Una storia davvero sorprendente e che coinvolge un luogo colpito con forza dal covid-19.

Coronavirus, i tamponi di Brescia venduti all’estero

In Italia sono stati effettuati in tutto 100mila tamponi. Eppure, il portavoce del Pentagono Jonathan Hoffman ha confermato l’acquisto di questa ingente scorta proprio dal nostro paese. Il generale Paul Friedrichs è intervenuto sulla faccenda: “Ci sono elementi multipli per far il test. I primi sono i tamponi che servono a raccogliere i campioni dalle persone, poi c’è il liquido dove svilupparli. Questo è ciò che abbiamo portato dall’Italia”. Poi ha aggiunto: “Questo è un grande esempio di come le nazioni lavorino insieme per assicurare che venga data risposta alle domande globali“.

A produrre questa colossale scorta di tamponi, come riportato da Repubblica, sarebbe stata una ditta lombarda, la Copan Diagnostics. Il nome dell’azienda è stato confermato dallo stesso ambasciatore Lewis Einsenberg, che ha ringraziato l’Italia per lo sforzo. “Siamo lieti che l’azienda italiana Copan Diagnostics continui a produrre tamponi per i test del Covid-19 in quantità sufficienti per soddisfare le richieste in Italia e le vendite all’estero. Il settore privato italiano contribuisce a salvare vite nel mondo”.

Coronavirus, la spedizione dei tamponi negli USA

Poi Eisenberg ha sottolineato la vicinanza di USA e Italia in questo momento di crisi globale. Secondo l’ambasciatore, i due paesi sono tutt’ora in strettissima collaborazione professionale. Tuttavia, questa vendita ha suscitato una serie di interrogativi. Stupisce infatti che un’azienda italiana, in un momento di così grande emergenza nazionale, lasci prendere il volo a risorse così preziose.

Non è chiaro ancora chi fosse a conoscenza della spedizione, oltre ai diretti interessati. Una vicenda incredibile, tanto più perché una scorta del genere avrebbe potuto aiutare enormemente gli ospedali del Nord Italia. Paradossalmente, il commissario Borrelli ha comunicato, nella giornata del 19 marzo: “Ho acquistato per il tramite di Consip 390mila tamponi che sono in distribuzione e quindi tutte le regioni avranno i tamponi necessari. E qualora dovesse servire ne acquisteremo ancora degli altri“.

La replica dell’azienda

La Copan Diagnostics ha replicato con una dichiarazione, spiegando che “tutto è avvenuto alla luce del sole. Non dovevamo avvertire le autorità italiane: sono prodotti in libera vendita. E noi siamo un’azienda leader che esporta in tutto il mondo. Non c’è carenza di tamponi: nelle scorse settimane in Italia ne abbiamo venduti più di un milione e possiamo soddisfare tutte le richieste. Il problema non sono i kit, ma i laboratori per analizzarli”. Sottolineando: “Quello stock non è stato acquistato dal governo statunitense, ma da società private e distributori americani. Lo hanno trasportato con un volo militare soltanto perché non c’erano aerei commerciali disponibili”.