Coronavirus: aziende italiane del food retail, più servizi e delivery

Coronavirus: aziende italiane del food retail, più servizi e delivery

Roma, 2 mar. (Labitalia) – Il governo annuncia le misure di sostegno alle aziende delle zone più colpite dal Coronavirus e le insegne food retail sono sicuramente in prima linea, da giorni con presenze e fatturati in picchiata, soprattutto nella città di Milano. Ma gli imprenditori come hanno affrontato la situazione? Stefano Saturnino, amministratore delegato di Pizzium, concept di Pizzerie che conta 17 locali, la maggior parte in Lombardia ma anche a Torino, Roma e Bologna, ha puntato su soluzioni a 'misura di cliente' e a 'misura di situazione'.

“In questo momento di difficoltà, abbiamo deciso di reagire – testimonia – in maniera positiva, aumentando i servizi più utili al cliente, soprattutto a Milano. Abbiamo aumentato le proposte disponibili nel menu delivery che prima non comprendeva alcuni piatti, invece presenti nel menu delle nostre pizzerie. Inoltre, proprio in questi giorni, stiamo espandendo il servizio delivery a tutte le pizzerie del Gruppo per essere più capillari nelle consegne a domicilio in ogni parte della città. Il nostro lavoro continua come prima o meglio di prima, visto che sentiamo il dovere di sostenere la città con un atteggiamento positivo e costruttivo, nell’attesa che si torni rapidamente alla normalità”.

Sicuramente gli italiani continuano a desiderare normalità, almeno per quanto riguarda le abitudini alimentari, come racconta Pietro Ruffoni, ideatore di MyCia, la app che ti aiuta a trovare il ristorante con il menu che desideri mangiare: “Gli italiani confermano l’attenzione alle scelte. Il Coronavirus non ferma i gusti degli italiani, né il desiderio di mangiare cose buone sia nello scegliere il ristorante sia nell’approcciare, spesso per la prima volta, il servizio a domicilio. Dal nostro punto di osservazione, avvertiamo che anche per i ristoratori più tradizionali questo inizi a rappresentare un sempre più interessante filone di business”.

Tra quelli che hanno un doppio osservatorio, quello italiano ma anche quello internazionale, c’è Fratelli la Bufala, progetto di ristorazione made in Italy che porta la cucina napoletana in tutto il mondo e che rileva uno scarso impatto del virus sul proprio business al di fuori del nostro Paese: “Fino alla scorsa settimana non avevamo rilevato effetti sui nostri ristoranti, in particolare sui nuovi flagship store Lab di Napoli Mergellina, Milano San Babila e Montenero, Londra Piccadilly e Dubai, che anzi registravano una continua crescita”, afferma Giovanni Galbiati, amministratore delegato di Fratelli la Bufala.

“Dallo scorso fine settimana – avverte – il panico si è diffuso, con un calo della clientela all'interno dei nostri ristoranti un po' in tutta Italia, fortunatamente compensato da un aumento delle richieste di food delivery. All’estero, invece, le conseguenze non sono state così evidenti: a Londra, presso il nostro flagship store Lab di Piccadilly appena inaugurato, le notizie preoccupanti diffuse dalla stampa estera non hanno sortito particolare effetto e abbiamo continuato a lavorare a pieno regime. Sono comunque persuaso che presto la situazione si normalizzerà, si sono già visti in questi giorni i primi segnali di distensione”.

L’'Unione dei brand della ristorazione italiana', associazione temporanea nata per iniziativa di 70 imprenditori e manager della ristorazione milanese, è una delle azioni di solidarietà messe in campo per dare un segnale di presenza e supporto alla città di Milano.

“Tante insegne del settore si sono unite come apri-pista per una serie di iniziative sociali, tra cui una raccolta fondi che saranno donati all’Anpas Lombardia e Croce Rossa di Milano”, spiega Nico Grammauta, membro della nuova associazione e direttore generale di Bowls and More, insegna fondata a Milano nel 2018 da Marta Volpi, che prosegue: “L’obiettivo è far fronte alle esigenze operative necessarie a gestire l’emergenza, dai prodotti per la disinfestazione delle autoambulanze alle maschere di protezione per gli operatori impegnati nelle assistenze, camici di protezione e guanti”.

Sono stati giorni di tensione anche per Panini Durini, insegna di food retail molto nota soprattutto a Milano, che ha subito il blocco delle aperture serali dei locali, come spiega l’amministratore delegato Maria Luisa Castiglioni: “I fatturati in calo, la città vuota, l’incognita dei contagi, il rischio di chiusura dei centri commerciali sabato e domenica e il timore che la situazione potesse solo peggiorare sono stati reali e angoscianti ma ci hanno dato l’opportunità di rafforzarci. La comunicazione non ha aiutato e i danni ci sono stati: nonostante questo, le istituzioni hanno dimostrato di essere presenti, indipendentemente dagli aiuti effettivi che riusciremo ad ottenere".

"Panini Durini, nonostante le difficoltà, ha deciso di esserci e tenere aperti tutti gli store, ogni giorno, con il sorriso, coerente con i propri valori di accoglienza, di vicinanza, di rispetto delle norme nel clima di positività che ci appartiene. Spero che il nostro comportamento contribuisca ad un rapido ritorno alla normalità”, conclude.