Coronavirus, balletto delle cifre e il mondo affronta emergenza

Mpd

Roma, 1 feb. (askanews) - Non accenna ad attenuarsi la guerra di cifre sulle vittime e i contagiati dal nuovo coronavirus esploso in Cina. Se i numeri diffusi dall'ultimo aggiornamento del Centro europeo per il Controllo delle Malattie dicono di quasi 12mila contagi e 259 morti, tutti in Cina, secondo i ricercatori dell'Università di Hong Kong - che sin dai primissimi giorni parlavano di cifre sottostimate - il numero dei contagi a Wuhan, epicentro dell'epidemia, potrebbero essere molto maggiori di quanto le autorità al momento non comunichino: 75.815. La ricerca è stata pubblicata oggi da The Lancet ed è basata su una simulazione che fissa in 2.68 un coefficiente di diffusione del virus, cioè il numero medio di persone che potrebbero essere state contagiate da ogni persona infettata. Intanto casi continuano a registrarsi in molti Paesi pur se con ben diversa incidenza: Hong Kong, 13 contagi; Macao, 7 contagi; Taiwan, 10 contagi; Resto dell'Asia, 83 contagi; Europa, 22 contagi; Usa, 10 contagi; America meridionale, nessun contagio; Australasia, 9 contagi; Resto del mondo, 4 contagi.

Numerosi Paesi hanno limitato i contatti aerei da e per la Cina e i controlli agli aeroporti continuano ad essere serrati. In Italia decretato lo stato di emergenza, il coordinamento e la gestione della crisi sono affidati al Capo della Protezione Civile, Borrelli. In Italia, l'Enac - Ente nazionale per l'aviazione civile - ha riattivato la possibilità di effettuare voli cargo merci tra Italia e Cina. Lo riferisce la Farnesina in una nota, in cui si specifica che questo risultato è l'esito dei lavori della riunione dell'Unità operativa speciale riunitasi oggi al Ministero degli Affari Esteri, in coordinamento con il comitato operativo della protezione civile. Intanto il Ministero dell'Istruzione ha diramato agli Uffici Scolastici Regionali e alle scuole la circolare predisposta dal Ministero della Salute con le "Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina". "La via di trasmissione più frequentemente riportata - si legge - è quella a seguito di contatti stretti e prolungati da persona a persona. Ulteriori studi sono in corso. I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia. Come riportato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, la probabilità di osservare casi a seguito di trasmissione interumana all'interno dell'Unione Europea è stimata da molto bassa a bassa, se i casi vengono identificati tempestivamente e gestiti in maniera appropriata. La probabilità di osservare casi in soggetti di qualsiasi nazionalità provenienti dalla Provincia Cinese di Hubei è stimata alta, mentre è moderata per le altre province cinesi. In Italia, il Ministero della Salute, in accordo con le Regioni, ha in atto tutte le procedure per l'identificazione tempestiva e la gestione appropriata, con procedure omogenee su tutto il territorio nazionale. Ulteriori informazioni operative possono essere ottenute attraverso le autorità Sanitarie Regionali o il numero verde del Ministero della salute, 1500".