Coronavirus, a Bari reparti pieni: i primi effetti della fuga dalla Lombardia

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Nella notte tra il 7 e l’8 marzo scorsi una grande massa di persone si era spostata dalla Lombardia al Sud Italia non appena diffusa sul web la bozza del primo decreto di contenimento che chiudeva la Regione. La stazione di Milano aveva segnato un picco di viaggiatori e, secondo alcuni dati, sarebbero stati 40 mila gli italiani in fuga. Erano ragazzi universitari fuori sede che volevano raggiungere le loro famiglie, ma anche lavoratori che cercavano di tornare a casa. L’emergenza coronavirus ha spinto molti a spostarsi per rientrare a casa, ma a farne le spese sono ora le strutture del sud Italia: a Bari, ad esempio, un reparto è pieno.

Coronavirus a Bari

Si iniziano a vedere le conseguenza dell’esodo di massa che pare abbia spostato almeno 40 mila giovani dalla Lombardia al Sud Italia. Era la notte tra il 7 e l’8 marzo scorsi quando, per causa non ancora certe, la bozza del decreto di contenimento apparsa su molti siti web ha causato una fuga di massa e ha affollato le stazioni lombarde. Secondo il professor Gioacchino Angarano, primario di malattie infettive al Policlinico di Bari, le previsioni sull’emergenza coronavirus e le conseguenze degli spostamenti da Nord a Sud stanno diventando realtà.

Intervistato dal Corriere del Mezzogiorno, Angarano ha denunciato “una grande quantità di contagiati che ha bisogno di essere assistita in ospedale. Già ora abbiamo ricoverato persone i cui figli sono tornati dal Nord nei giorni scorsi“. Il picco, però, non è ancora arrivato: “Prevedo per questo grandi o piccoli focolai che a loro volta creeranno altri focolai – ha detto il professore –. L’epidemia durerà ancora”. Nonostante questo, occorre lodare il rispetto delle norme che i cittadini hanno dimostrato negli ultimi giorni: “Possiamo però dire che l’isolamento sociale sta certamente rallentando la corsa dei contagi. Vedo strade deserte e gente che passeggia sui balconi pur di non stare in strada. È un segno di civiltà che avrà conseguenze positive”.

Un reparto è pieno

La situazione all’ospedale di Bari rimane comunque critica: i 27/28 posti letto disponibili sono tutti pieni. Il professore Angarano, però, ha assicurato che è in corso “l’adeguamento logistico e l’aumento del personale. Si è deciso di porre tutte le specialità connesse al Covid in un unico edificio, quello di Asclepios. Bisogna liberare gli spazi, adeguare, sistemare“.