Coronavirus Bergamo, il vescovo alle famiglie dei defunti: “Avranno il funerale”

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In un’intervista per il Corriere della Sera, il vescovo della città di Bergamo ha assicurato che tutte le persone morte con il coronavirus “avranno il funerale”. Proprio sabato 21 marzo, per la seconda volta, i militari hanno trasferito alcuni feretri da Bergamo ad altre città affinché venissero cremati. La situazione in provincia è drastica: gli ospedali, così come i cimiteri, sono al collasso e i contagi aumentano di giorno in giorno. A un mese dall’inizio dell’epidemia, Monsignor Beschi ribadisce: “Fin da subito ho avuto la sensazione che sarebbe stata una prova lunga”.

Coronavirus Bergamo, parla il vescovo

Il coronavirus che sta colpendo la città di Bergamo in particolare, ma tutta l’Italia in generale, mette a dura prova il sistema sanitario: il vescovo della città, però, manda un messaggio forte e di speranza. Intervistato dal Corriere, Monsignor Beschi ha rivelato che Bergamo “è un’area molto aperta al mondo, dinamica, con un grande aeroporto“. Nonostante non vi siano state, secondo il vescovo, “trasgressioni delle regole ricevute”, i contagi continuano ad aumentare. “Certo, il lavoro qui è molto importante, le attività sono continuate fin quando possibile“. Tutte le misure adottate, forse tardive, vengono apprezzate da Beschi. “Tutti ci domandavamo se non fosse il caso di prendere un provvedimento più tempestivo – ha detto il vescovo -. Si è deciso invece di prendere un provvedimento generale, ma più tardi”.

Le numerose vittime che purtroppo sono morte a causa del coronavirus vengono trasferite in altre città per la cremazione: “È un’immagine straziante“, ha confessato Monsignor Beschi. “Conosco molte persone, anche nostri sacerdoti, che hanno perso il papà o la mamma senza poterli salutare. Venerdì prossimo sarò nel centro del cimitero monumentale di Bergamo, e farò una preghiera di suffragio per i defunti che i cari non hanno più visto”. Per quanto riguarda, invece, i funerali, il vescovo ha assicurato che ci sarà “una celebrazione per tutti i defunti della nostra diocesi”. Penso, ha proseguito, “a una celebrazione in ogni parrocchia per tutti i defunti della comunità. Poi ogni famiglia si accorderà con il parroco per una celebrazione per il proprio caro”. Il tutto, però, al termine dell’emergenza.

La chiamata con il Papa

Il vescovo di Bergamo ha ricevuto una chiamata dal Papa: “È stata una bellissima sorpresa – ha confessato Beschi -. Il Papa era molto accorato, molto informato, molto ammirato e grato nei confronti di medici e infermieri. Ed era dolorosamente colpito dal numero dei morti. Anche tra i sacerdoti”.