Coronavirus, bilancio nel mondo: prima frenata, ma oltre 90mila contagi

Coronavirus bilancio

Resta alta nel mondo l’allerta Coronavirus: stando al bilancio effettuato dall’università americana Johns Hopkins, i contagi accertati finora sono 90.937, i morti 3.117 e le persone guarite sono 48.101. Nella giornata di lunedì 2 marzo la Cina ha registrato 125 nuovi casi di Coronavirus, raggiungendo così il livello più basso delle ultime 6 settimane. Ancora 31 morti nel paese asiatico, tutti concentrati nella provincia dell’Hubei, focolaio dell’epidemia. Nonostante la frenata nel numero dei contagi, le cifre più allarmanti riguardano proprio la Cina, dove si registra il numero più alto di decessi e di infetti. Dai confini orientali il virus ha raggiunto altri 65 paesi. Situazione allarmante in Corea del Sud. Nel Paese, infatti, sono stati registrati 600 nuovi contagi. Il totale degli infetti sale quindi a 4.812, con un allarmante incremento a Daegu, la città dove ha sede la Chiesa di Gesù Shincheonji, focolaio dell’epidemia. 28 i decessi. In Italia, invece, c’è stato un aumento di circa 500 nuove diagnosi nella sola giornata di domenica 1 marzo. I contagi sfiorano i 1700 casi. Intanto in Lombardia, la regione maggiormente coinvolta nell’epidemia, si cercano nuove misure da adottare per contenere il virus.

Coronavirus, il bilancio e gli ultimi dati

In 65 Paesi del mondo le vittime del Coronavirus sono oltre 3mila. Oltre 2.900 morti in Cina. Intanto negli Usa, nello stato di Washington, c’è stato un nuovo decesso. Registrato il primo caso a New York. In Francia chiuso il Louvre e annullato il Salone del libro di Parigi. Riapre il Duomo con ingressi limitati e maggiori controlli.

In Italia è forte la psicosi per il Coronavirus: stando all’ultimo bilancio reso noto, per il momento sono stati accertati 2036 contagiati. 149 i guariti, mentre i morti sono 52. L’economia italiana ne risente. 11 i comuni della “zona rossa”. Le regioni della “zona gialla” sono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e le province di Pesaro-Urbino e Savona. Coinvolte anche le province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona.

Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, ha fatto sapere: “Nei comuni all’interno della zona rossa le farmacie sono state, e continuano ad essere, sempre aperte e, attraverso un’efficace riorganizzazione dei turni, su base volontaria, garantiscono una continuità del servizio 24 ore su 24″. Quindi ha precisato: “Anche nel resto del territorio regionale l’apporto delle farmacie è come sempre fondamentale non solo attraverso l’ascolto e il consiglio ma anche con interventi concreti e proattivi”.

Clara Mottinelli, presidente del Comitato Rurale di Federfarma Lombardia, ha sottolineato che le farmacie, anche nei comuni più piccoli, “hanno un ruolo fondamentale nel territorio lombardo”.

L’Oms e il parere degli esperti

Per l’Ordine Mondiale della Sanità è importante non creare allarmismi né alimentare la paura e il panico. Dall’Oms, infatti, garantiscono: “Contenere il Covid19 è fattibile e deve rimanere la massima priorità per tutti i paesi”.

“Con misure precoci e aggressive, possono interrompere la trasmissione. Stiamo monitorando la situazione ogni momento di ogni giorno e analizzando i dati. L’Oms non esiterà a descrivere questo Coronavirus come una pandemia se questo è ciò che i dati suggeriranno. Con misure precoci e aggressive, i Paesi possono fermare la trasmissione di Covid-19 e salvare vite”, ha ribadito Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, alla luce della frenata registrata sia in Cina sia in Italia.

Per Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, “l’incremento era assolutamente atteso”. Quindi ha ricordato: “Bisogna adottare norme e comportamenti adeguati, come indicato dalle autorità, nonché mettere tutte le armi in campo per contenere l’epidemia, come già stiamo facendo”.