Coronavirus, Bill Gates nel 2015: “Un virus ucciderà più di una guerra”

Coronavirus Bill Gates

Forse l’emergenza Coronavirus ha allertato Bill Gates, che ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla filantropia e di contribuire concretamente alla lotta contro il Covid-19. Ecco perché il grande manager, grande filantropo. È l’uomo più ricco al mondo vantando un patrimonio pari a 110 miliardi di dollari, ma adesso ha deciso di abbandonare il Consiglio di amministrazione della sua Microsoft, l’azienda che ha fondato insieme a Paul Allen nel 1975, con una capitalizzazione di 1200 miliardi di dollari. Gates sembra aver voltato pagina e aperto un nuovo capitolo della sua vita, interessandosi alla salute globale, all’istruzione e alla lotta ai cambiamenti climatici. Ora riecheggiano le parole che aveva detto nel 2015 e assumono quasi i contorni di una profezia.

Coronavirus, l’allarme di Bill Gates nel 2015

Il fondatore di Microsoft nel 2015, cinque anni prima della pandemia che sta preoccupando il mondo interno, aveva dichiarato: “Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone nelle prossime decadi, è più probabile che sia un virus altamente coraggioso invece di una guerra. Non missili ma microbi. Un’affermazione che sembra descrivere alla perfezione la situazione attuale.

Gates ha tenuto tale discorso per Ted, il ciclo di conferenze che dà voce in tutto il mondo a persone che abbiano “idee che valgono la pena di essere diffuse”. In quell’occasione il fondatore di Microsoft faceva riferimento alla diffusione dell’ebola dell’anno precedente.

Nel suo intervento dalla durata di otto minuti suggeriva di investire più denaro nei vaccini e nell’addestramento del personale sanitario. A sua detta, infatti, in caso di una futura epidemia il mondo non sarebbe stato in grado di affrontare un simile problema. “Non c’è motivo di cadere nel panico, ma bisogna andare avanti”, era stato il suo suggerimento.