Coronavirus, Bonafede illustra le misure sulla giustizia

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"La giustizia va avanti nel pieno e totale rispetto della salute di tutti coloro che accedono negli uffici giudiziari". Così in un post su Facebook il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, spiega il senso delle misure varate dal consiglio dei ministri per contenere il contagio da coronavirus negli uffici giudiziari.  

"Con il decreto legge approvato ieri sera in Consiglio dei Ministri - spiega il guardasigilli - abbiamo deciso che per le prossime due settimane, dall'8 marzo fino al 22 marzo, saranno sospesi termini e udienze su tutto il territorio nazionale. L’unica attività consentita sarà quella urgente e improrogabile, in analogia a quanto previsto per la sospensione feriale di procedimenti e udienze. In questo intervallo di due settimane, i vertici degli uffici giudiziari avranno la possibilità di organizzare l’attività giudiziaria che riprenderà dal 23 marzo con tutte le cautele e le misure previste nel decreto legge a tutela della salute degli addetti ai lavori e degli utenti della giustizia". 

 

 

"Si tratta di misure organizzative per evitare assembramenti e contatti ravvicinati tra le persone all’interno dell’ufficio giudiziario - chiarisce Bonafede - regolazione degli orari e dell’accesso del pubblico agli uffici, ricorso 'rafforzato' alle tecnologie telematiche e alle videoconferenze per le udienze, possibile celebrazione delle udienze a porte chiuse. Inoltre, prevediamo anche che i capi degli uffici giudiziari, sentita l’autorità sanitaria e il consiglio dell’ordine degli avvocati, potranno, in ragione di emergenze epidemiologiche certificate, rinviare le udienze non urgenti e i termini nei procedimenti civili e penali a data successiva al 31 maggio".