Coronavirus, Bonafede: nei penitenziari dialogo costante

Gci

Roma, 9 mar. (askanews) - "Manterremo un dialogo costante, nei dipartimenti di competenza sono attive task force e si assicura la costante informazione all'interno delle strutture per la popolazione detenute e i lavoratori. Ma deve essere chiaro che ogni protesta attraverso la violenza è solo da condannare e non porterà ad alcun buon risultato". Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede dopo le proteste in alcune carceri italiane ed che ha portato, tra l'altro alla morte di sei detenuti a Modena.

"Sono perfettamente consapevole che un'emergenza come quella del coronavirus possa creare tensioni all'interno di un carcere ma deve essere chiaro l'intento delle misure che abbiamo preso: è nostro dovere tutelare la salute di chi lavora e vive negli istituti penitenziari. Alcune norme previste nel decreto legge, - ha aggiunto il Guardasigilli - come il limite ai colloqui fisici e la possibilità per i magistrati di sorveglianza di sospendere i permessi premio e la semilibertà - misure che valgono per i prossimi 15 giorni - hanno soltanto la funzione di garantire proprio la tutela della salute dei detenuti e tutti coloro che lavorano nella realtà penitenziaria".

In questo momento è ancora in corso la protesta nel carcere milanese di San Vittore, mentre più tranquilla sembra essere la situazione nel carcere dell'Ucciardone di Palermo e a Foggia, dopo l'evasione dal penitenziario della città pugliese di 50 detenuti ne restano ancora venti da rintracciare.

I detenuti protestano contro il sovraffollamento nelle celle, le restrizioni portate dall'emergenza coronavirus a visite e colloqui di familiari e chiedono provvedimenti di clemenza.