Coronavirus, Bonafede: “Rivolte in carcere sono atti criminali”

Coronavirus, Bonafede: “Rivolte in carcere sono atti criminali”

Roma, 11 mar. (askanews) – Dura condanna da parte del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, delle rivolte scoppiate negli ultimi giorni nelle carceri italiane.

“Fuori dalla legalità, e addirittura, nella violenza non si può parlare di protesta: si deve parlare semplicemente di atti criminali. Lo dico anche per sottolineare che le immagini dei disordini e gli episodi più gravi sono ascrivibili ad una ristretta parte dei detenuti; la maggior parte di essi, infatti, ha manifestato la propria sofferenza e le proprie paure con responsabilità e senza ricorrere alla violenza”.

In una informativa al Senato, Bonafede ha riferito sulla situazione negli istituti penitenziari in seguito all’emergenza coronavirus. “Proprio ieri è arrivata la prima fornitura di circa 100.000 mascherine che sono in fase di distribuzione” nelle carceri italiane, “prioritariamente agli operatori che accedono dall’esterno. Da oggi, d’intesa con la Protezione civile, anche in conseguenza dell’estensione della cosiddetta ‘zona protetta’ a tutto il territorio nazionale, verranno effettuati i tamponi ai detenuti trasferiti a vario titolo, che si sommano alle operazioni di triage”.

Poi l’invito alla calma: “Stiamo lavorando senza sosta nel quadro di una più ampia battaglia contro il coronavirus. La task force all’interno del Ministero sta preparando possibili interventi per garantire, da un lato, i poliziotti penitenziari e, dall’altro lato, i detenuti. Ma bisogna mantenere la calma ed essere uniti con una consapevolezza. Questo è un momento difficile per il Paese, ma è nostro dovere chiarire, tutti insieme, che lo Stato italiano non indietreggia di un centimetro di fronte all’illegalità”, ha concluso Bonafede.