Coronavirus, bozza del decreto: è scontro tra governo e regioni

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La divulgazione della bozza del decreto che il governo sta ultimando per fronteggiare il coronavirus ha dato inizio ad uno scontro tra l’esecutivo e i governatori delle regioni interessate. Si tratta in particolare di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.

Bozza del decreto: scontro governo regioni

I provvedimenti governativi dovrebbero infatti essere forti e stringenti. Tra questi quello che ha destato più scalpore è la chiusura dei confini della Lombardia e di altre 11 province. Una disposizione che giungerebbe a pochissime ore dalla sua entrata in vigore cogliendo evidentemente impreparati gli organi che dovrebbero garantirne l’attuazione.

La norma, così come molte altre, ha generato confusioni e fatto sì che Fontana, Zaia e Bonaccini chiedessero al governo un maggior approfondimento. Il primo ha definito il testo pasticciato, poco chiaro e confuso così come l’assessore Giulio Gallera che ne ha sottolineato l’ambiguità. Il terzo ha poi spiegato che il suo territorio risulterebbe interessato da ordinanze disomogenee e ha chiesto a Roma soluzioni più coerenti e condivise.

Anche il Presidente del Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato tramite un post diffuso sui social di star lavorando per mandare all’esecutivo centrale le sue proposte. Una notte dunque, quella tra il 7 e l’8 marzo, caratterizzata da continue telefonate tra ministri e governatori nell’obiettivo di trovare un testo comune e realizzabile già l’indomani.

Tutto questo sullo sfondo di una Milano che vede le sue stazioni principali essere colme di persone che stanno tornando nelle proprie regioni d’origine. Sono decine infatti i cittadini che temono di non poter più uscire dai confini lombardi e che si sono prodigati a prendere gli ultimi treni della giornata. Con il risultato di violare il consiglio di mantenere un metro di distanza interpersonale.