Coronavirus, Brunetta a Gualtieri: facciamo tutto quello che serve

Pol/Vlm

Roma, 11 mar. (askanews) - "Quando lei, ministro Gualtieri, ha giustamente ricordato che dopo l'emergenza riprenderà la fase di aggiustamento dei conti pubblici e la crescita, già quella frase, che è implicita nelle regole europee e nazionali, è una contraddizione in termini, perché lei sa benissimo che dopo la fase di emergenza sarà necessaria una fase di recovery che dovrà essere esattamente opposta alla fase di aggiustamento, che sarebbe pro-ciclica, perché dopo l'emergenza noi dovremo far fronte a un buco di investimenti, di Pil, di consumi, di export e di crescita potenziale spaventoso e, in quel momento, altro che fase di aggiustamento, vale da dire ripresa del sentiero di convergenza verso l'obiettivo di close-to-balance. Deve cambiare il paradigma, l'approccio, o più banalmente, detta da economisti, la 'cassetta degli attrezzi'". Lo ha detto Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, intervenendo in Commissione Bilancio durante l'audizione del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

"Da parte mia, del mio partito, del mio gruppo, noi la seguiamo senza rivendicare primogeniture relativamente alla scala degli interventi. "Whatever it takes", signor ministro, come disse Mario Draghi il 26 luglio 2012, "tutto quello che serve" come risposta migliore in termini di credibilità anche nei confronti dei mercati finanziari. Non "tutto quello che è possibile" all'interno delle regole attuali, ma "tutto quello che serve", come disse da Londra Mario Draghi nel 2012. Questo dovrà essere l'approccio. Mi pare che il Governo, anche in seguito a riflessioni che si sono sviluppate negli ultimi giorni, si stia avvicinando a questo tipo di approccio. Le chiedo di spiegarlo ai suoi colleghi europei dell'Eurogruppo e di Ecofin, perché non mi pare che siano sintonizzati su quest'onda del "whatever it takes". Draghi allora riuscì in condizioni difficili a sintonizzare la BCE. Non mi pare che l'Unione Europea sia ancora sintonizzata su questo. Forse i Paesi membri hanno bisogno di veder accelerare la propria crisi interna ancora per due settimane, come abbiamo fatto noi. Forse l'Italia potrebbe dare degli insegnamenti in anticipo agli amici e partner europei", conclude.