Coronavirus: Brusaferro (Iss), 'settimana decisiva ma italiani ci aiutino'

Coronavirus: Brusaferro (Iss), 'settimana decisiva ma italiani ci aiutino'

Milano, 2 mar. (AdnKronos Salute) – "Sono i giorni decisivi, vedremo se le misure adottate funzionano. Ma gli italiani ci devono aiutare, ciascuno di loro con i suoi comportamenti quotidiani può fare la sua parte" contro l'emergenza coronavirus. Per esempio lavandosi le mani, o accettando serenamente lo stop a scuole e manifestazioni di ogni tipo e rispettando l'isolamento. E' l'invito lanciato da Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), in un colloquio con 'la Repubblica'.

"Le prime decisioni di chiusura sono del weekend scorso, quello del 21-22 febbraio – ricorda – e visto che l'incubazione della malattia dura 14 giorni, fino ad ora l'abbiamo diagnosticata in persone che l'hanno presa precedentemente. Nei prossimi 7 giorni, però, se quello che abbiamo fatto è sufficiente, dovremmo iniziare a vederne l'efficacia". E poi? "I provvedimenti verranno decisi via via. Speriamo di vedere i primi risultati verso la fine di questa settimana, che è decisiva", ribadisce.

Quanto all'ipotesi che l'agente patogeno circolasse in Italia già da tempo, "stiamo ricostruendo le curve epidemiologiche – risponde l'esperto, professore di Igiene – E' verosimile che sia entrato già a gennaio, ma non ci sono ancora dati che mi permettano di confermarlo".

"Siamo in una fase complessa e speriamo di fare il meglio possibile", evidenzia il numero uno dell'Iss, spiegando che mantenere le restrizioni in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna "è stato necessario perché dove c'è una circolazione locale sostenuta del coronavirus bisogna creare misure di distanziamento sociale". In merito alla chiusura delle scuole, confermata nonostante i giovanissimi appaiano i meno colpiti dall'infezione, Brusaferro chiarisce: "Intanto le misure coinvolgono anche le università, quindi non solo bambini. Comunque è importante intervenire su attività che fanno muovere anche i genitori".

Relativamente alla decisione di riaprire gli esercizi pubblici anche nelle tre regioni dove le scuole non fanno lezione, l'esperto osserva: "Sappiamo che il virus si diffonde attraverso delle goccioline che emettiamo con il naso e soprattutto con la bocca. Sono abbastanza pesanti e mediamente hanno un raggio di ricaduta entro un metro dalle vie aeree. La cosiddetta 'distanza droplet' è appunto un metro dalla persona infetta. L'idea è che nei locali si possa mantenere la distanza tra gli avventori. Possono stare aperti se seguono questa regola". Verrà rispettata? "Noi ci appelliamo al senso di responsabilità delle persone – insiste Brusaferro – In questo momento devono aiutarci a tenere sotto controllo questa infezione".

Quanto infine a eventuali misure restrittive in programma in altre regioni, "scatteranno se ci sarà una circolazione locale sostenuta. Vuol dire – conclude il presidente Iss – che i positivi non sono solo persone che provengono dalle zone già interessate dalla malattia".