Coronavirus, c’è chi resta a casa da sempre: storia di Amina

Coronavirus: Amina resta a casa da una vita

Per via delle misure anti Coronavirus si resta a casa e si esce solo per necessità, ovvero lavoro, spesa o motivi sanitari. La maggior parte delle persone se ne lamenta, come se vivere confinati in casa sia peggio che andare in guerra. Ebbene, c’è chi questa vita la fa da sempre.

Amina e Rita restano a casa

La mamma di Amina ha 57 anni e vive con lei per poterla assistere ogni giorno, ogni ora. Rita Basso non esce mai di casa perché sua figlia, di quasi 37 anni, è affetta da encefalopatia post attinica, grave patologia causata dalla radioterapia.

“Ripercorro i miei anni e sorrido. Non schernisco l’esperienza altrui, ma credo che queste persone non si siano mai guardate intorno e che non sappiano dell’esistenza di noi che viviamo da sempre in casa e in più conviviamo con il dolore”, dice Rita. Tutto è iniziato quando Amina aveva solo 2 anni, ma solo a 4 è stata realmente assistita a livello medico, prima di allora nessuno credeva a sua mamma.

La storia di Amina

La piccola ha subìto un anno di radioterapia per via di un tumore alla testa, dopodiché un’ischemia cerebrale l’ha portata ad un coma di livello sei. Risvegliatasi dopo 5 giorni, Amina ha riscontrato un’emiparesi e ripreso a camminare, sostenuta, dopo diverso tempo. Negli anni purtroppo c’è stato un peggioramento che l’ha portata a perdere la possibilità di deambulare, parlare, deglutire e avere problemi a diversi organi interni.

Amina viene seguita dai medici del Bambino Gesù di Palidoro, Roma, è un caso unico secondo loro. Ora ha un’assistenza continua stabilita dal Tribunale, dopo anni di battaglie sostenute da sua madre contro la burocrazia italiana.

Coronavirus, attenzione ai più fragili

Essendo immunodepressa e decisamente fragile, per Amina anche il minimo contagio sarebbe fatale, figuriamoci quello da Coronavirus. “A differenza di altre famiglie che in questi giorni lamentano giustamente una carenza di personale io invece ho chiesto una riduzione delle ore perché mancano i presidi di protezione, ma la Asl non mi ha neanche risposto”, racconta la mamma.

Lei e tante altre persone sono abituate da sempre a restare a casa: “Ho il parrucchiere e l’estetista che vengono a domicilio. Quando mi sento giù mi dedico alla mia passione, il canto. Noi vi capiamo, ora forse ci capirete anche voi. È dura ma non impossibile. Si supera tutto, parola nostra”, dice Rita.