Coronavirus: in campo l'Italia 'col cuore in mano', fioccano donazioni a ospedali

Coronavirus: in campo l'Italia 'col cuore in mano', fioccano donazioni a ospedali

Milano, 12 mar. (AdnKronos Salute) –                                                                                        

Contro il nuovo coronavirus scende in campo l’Italia 'col cuore in mano': imprenditori, associazioni di categoria, aziende del lusso, singoli cittadini. Da Bergamo a Roma, passando per Milano e Treviso, le donazioni agli ospedali, soprattutto quelli in prima linea nell’emergenza Covid-19, cominciano a fioccare.  Gli ultimi in ordine di tempo sono stati i Benetton: la holding della famiglia, Edizione Srl, ha donato 3 milioni di euro, scegliendo di destinare questa somma a 4 ospedali che, insieme a tante altre strutture del servizio sanitario nazionale, combattono ogni giorno una "battaglia da cui dipende il futuro immediato del Paese".

Si tratta del Ca’ Foncello di Treviso, presidio fondamentale per la salute della comunità trevigiana a cui la famiglia Benetton è indissolubilmente legata; l’ospedale Luigi Sacco di Milano, bastione centrale per il Nord sul fronte dell’infettivologia; l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma che con il Sacco è centro di riferimento nazionale per le bioemergenze; e infine, sempre nella Capitale, il Policlinico Gemelli che in questi giorni sta allestendo un nuovo ospedale per arginare il diffondersi del virus, ormai pandemico. I Benetton hanno spiegato di aver deciso di mettere in campo risorse che possano facilmente essere trasformate in materiali, macchinari o formazione per il personale. Il finanziamento "vuole essere un contributo ai progetti e alle necessità di questi istituti per l'emergenza della diffusione epidemiologica della Covid-19 in Italia".

Una "mano tesa" ideale, in tempi in cui questo gesto non si può fare ‘in carne e ossa’. A tenderla sono stati in tanti. Il Gruppo Armani ha donato un milione e 250mila euro agli ospedali Sacco, San Raffaele e Istituto tumori di Milano, allo Spallanzani di Roma e a supporto dell'attività della Protezione civile; Bulgari ha scelto di donare un microscopio hi-tech che sarà una nuova arma nelle mani dei ricercatori dello Spallanzani e consentirà loro di portare avanti protocolli sperimentali di ricerca.

Ancora, in una delle aree più colpite dai contagi in Italia, cioè quella di Bergamo, continua la gara di solidarietà per aiutare il sistema sanitario attivo su questo fronte e provato dall’emergenza. Dopo i tre imprenditori che ieri hanno donato all’Agenzia di tutela della salute del capoluogo orobico 1.000 maschere per la medicina territoriale, oggi è la volta di Ebitral (Ente bilaterale del trasporto e della logistica), e Fai (Federazione autotrasportatori italiani) di Bergamo, che hanno deliberato uno stanziamento di 50 mila euro ciascuno per un totale di 100 mila euro che verranno utilizzati su indicazione dell’Ats. Obiettivo: testimoniare concretamente la volontà di dare una mano in questo momento difficilissimo. Tra l’altro, ricordano i promotori della donazione, gli autisti in questi giorni sono su strada: stanno lavorando per assicurare le consegne e i rifornimenti di alimenti, farmaci e beni di prima necessità.

Sempre a Bergamo c’è l’ospedale Papa Giovanni XXIII, fra i presidi lombardi sottoposti al massimo stress, che in una nota oggi ringrazia: "La generosità dei bergamaschi (ma non solo) ci sta travolgendo come un fiume in piena, un fiume di affetto e solidarietà per cui – informa la struttura – abbiamo dovuto aprire un nuovo conto corrente dedicato alla raccolta fondi per il coronavirus (Azienda socio sanitaria territoriale giovanni XXIII, codice Iban: IT52 Z 05696 11100 000012000X95)". Resta aperta anche la raccolta Cesvi, l'unica iniziativa di crowdfunding autorizzata dall'ospedale, spiega l’Asst. L’appello è a donare anche attrezzature respiratorie e dispositivi di protezione, "come hanno fatto alcune multinazionali con sede a Bergamo reperendole all’estero, in aggiunta a quanto arriva dalla rete regionale".

La generosità è anche fatta di piccoli gesti, delle persone comuni che non stanno facendo mancare il loro sostegno a una sanità impegnata 24 ore su 24 nella difesa dei pazienti dal virus Sars-CoV-2. In questo binario si inserisce la campagna organizzata in favore del Policlinico di Milano, che viaggia con gli hashtag #distanti ma uniti e #più contagiosi del coronavirus. Creata due giorni fa sulla piattaforma 'Go fund me', ha già raccolto 112.444 euro e si avvicina sempre di più all’obiettivo finale: 200 mila euro. Sulla stessa piattaforma anche la campagna per l’ospedale Sacra Famiglia di Erba dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio che ha istituito un’area per l’assistenza dei malati di Covid-19. Partita un giorno fa la raccolta è a quota 41 mila euro.