Coronavirus, cappellani carcere: Papa sempre vicino a detenuti

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Roma, 9 mar. (askanews) - "In questi giorni, offrirò la Messa per gli ammalati di questa epidemia di coronavirus, per i medici, gli infermieri, i volontari che aiutano tanto, i familiari, per gli anziani che stanno nelle case di riposo, per i carcerati che sono rinchiusi": così il Papa questa mattina nella consueta messa mattutina a Casa Santa Marta, che Francesco ha deciso, a causa del coronavirus, di celebrare senza fedeli ma in diretta streaming. "Il Papa è molto legato al mondo del carcere", commenta don Raffaele Grimaldi ispettore generale dei Cappellani delle carceri. "Conosce bene la solitudine che vivono i detenuti e e questo momento che stanno vivendo. La preghiera e l'attenzione del Papa non è soltanto per questo evento, è sempre vicino ai carcerati, da quando ha iniziato il suo servizio petrino. Ha sempre speso parole di speranza per tutti i carcerati".

Il divieto dei colloqui ha acceso la miccia nelle carceri di tutti i paesi, con detenuti in rivolta a Milano, Napoli, Frosinone, Vercelli, Alessandria, Foggia, Palermo e Modena, dove sei detenuti sono morti.