Coronavirus: Cariati senza ospedale da 10 anni oggi reclama il diritto alla salute

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di Silvia Mancinelli - Per restituire l'ospedale stroncato dai tagli alla popolazione del basso jonio cosentino in passato è stata bloccata la strada statale 106 per diversi giorni, sono state promosse petizioni (una ha già superato le 4700 sottoscrizioni), lanciati appelli. Eppure, nella Calabria della sanità commissariata, dal 2009 il territorio di Cariati - 100mila persone durante la stagione estiva - è senza un ospedale. Oggi la già drammatica falla è accentuata dall'emergenza coronavirus e Francesco Cosentino, commissario locale di Forza Italia, reclama un intervento improcrastinabile. 

Figlio di Vittorio, fondatore dell'unico ospedale di Cariati che porta il suo nome, insiste su un pericolo sottovalutato: "Ora che scoppierà il picco dell'epidemia - dice all'Adnkronos - non sappiamo che fare. Tutte le strutture della Regione sono sottodimensionate. L'ospedale Vittorio Cosentino è stato chiuso ufficialmente nel 2010 dopo che l'anno precedente era stato varato il piano di rientro: ora è un centro di assistenza primaria territoriale (Capt). Abbiamo ambulatori, ma non posti letto per i ricoveri, e pochissimi medici specialisti mentre a noi servirebbero reparti salvavita e un vero pronto soccorso".  

"Prima c'era tutto - continua Cosentino - Il nostro ospedale serviva un bacino d'utenza di oltre 100mila persone tra Crotone e Cosenza, ora non c'è un nosocomio pubblico né una clinica privata. Nel corso di questi anni - continua Francesco Cosentino - in Calabria, e soprattutto in provincia di Cosenza, si sono sempre trovati i soldi per finanziare le tante cliniche private convenzionate con il pubblico (che sono una delle maggiori cause del deficit sanitario regionale e di conseguenza dei disavanzi dei bilanci della Regione Calabria) e di contro non si è mai voluto investire nella sanità pubblica che, anzi, è stata ridimensionata drasticamente, come è il caso dell' ex ospedale di Cariati Vittorio Cosentino". 

Cariati è infatti l'ultimo paese in provincia di Cosenza, poi inizia Crotone. Scendendo verso il sud della Calabria il primo ospedale è a Crotone e risalendo Rossano Corigliano, a 40 chilometri di distanza. "Un territorio così vasto e a vocazione turistica non è coperto né da sanità pubblica né privata - incalza il commissario di Forza Italia - Questo è frutto dei tagli indiscriminati di questi anni, la gente dalle nostre parti ha rinunciato a curarsi, nemmeno si muove per una banale sutura perché rischia di essere sballottata per tutta la Calabria. E' proprio una questione di civiltà, la salute è un diritto di tutti perché non c'è gente di serie a o b".  

Ma in un territorio senza strutture sanitarie all'altezza, come si affronta l'emergenza coronavirus? "Praticamente non si affronta - risponde Cosentino - A Cariati abbiamo 3 contagi certificati, a Cosenza una ventina, con molta gente in quarantena. Il primo contagiato è andato al punto di primo intervento, quello che era fino a dieci anni fa un ospedale completo di tutto, perché qui fino a ieri non c'era nemmeno una tenda, niente, e hanno dovuto chiudere per tre giorni la struttura per la sanificazione. Con una petizione è stato chiesto che venga riaperto l'ospedale Cosentino, come sarebbe giusto fare per molte delle altre strutture territoriali ridimensionate in questi 10 anni per i tagli alla sanità. Non solo per l'emergenza, almeno per mettere la gente in quarantena. Gli altri ospedali della Regione, pur in condizioni normali, sono intasati. Qui già non funzionava nulla, figuriamoci ora cosa succederà. La storia ce lo insegna, è stato sbagliato non investire sulla salute".