Coronavirus, casi in aumentano tra gli infermieri: "Numeri preoccupanti"

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infermieri aumentano contagi
infermieri aumentano contagi

Da lunedì 20 settembre cominciano le somministrazioni della terza dose di vaccio anti-Covid, destinate agli immunodepressi. Gli infermieri, tra i primi a essersi vaccinati, ora denunciano un aumento dei contagi tra il personale sanitario a causa di una possibile riduzione dell’immunità. Per questo motivo, chiedono di “chiarire i tempi della terza dose”.

Infermieri, aumentano i contagi tra il personale sanitario

Per gli infermieri si tratta di “numeri preoccupanti”. Per questo motivo, alle Asl viene chiesto di “chiarire” quanto “sta accadendo nelle ultime settimane” tra le corsie degli ospedali. Davanti a una “potenziale riduzione dell’immunità”, la richiesta è di essere inseriti presto tra i primi cittadini a dover ricevere la terza dose.

Il sindacato degli infermieri Nursing Up fa sapere che, tra il 10 agosto e il 10 settembre, 1.848 operatori sanitari (soprattutto infermieri) sono risultati positivi al Covid-19.

Infermieri, aumentano i contagi: le parole del sindacato

Il presidente Antonio De Palma ha dichiarato: “I dati dell’Iss sono inconfutabili e non possono passare, pericolosamente, sotto traccia. Non ci troviamo solo di fronte alla problematica, fin troppo sottovalutata, della non totale efficacia dei vaccini. Lo sapevamo, noi infermieri, quando abbiamo deciso di sottoporci, coscientemente, in massa, alle somministrazioni”.

“Ma non ci vengano a dire, di fronte all’esplodere delle varianti, che è tutto sotto controllo e dovevamo aspettarcelo”, ha aggiunto.

Infermieri, aumentano i contagi: l’appello della Federazione italiana dei medici di medicina generale

“Credo che la terza dose di vaccino anti-Covid andrebbe fatta a tutta la categoria del personale sanitario, ma molto dipenderà anche dai dati relativi alle reinfezioni dei sanitari visto che è la categoria che si è vaccinata per prima”, ha dichiarato Silvestro Scotti, presidente della Federazione italiana dei medici di medicina generale.

Poi ha sottolineato: “È chiaro che se si rileva un aumento dell’incidenza dei casi tra i sanitari, allora la terza dose va sicuramente estesa”.

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