Coronavirus, caso sospetto tra gli italiani in quarantena a Cecchignola

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Tra i 56 italiani che si trovano in quarantena a Cecchignola, un uomo ha presentato alcuni sintomi di coronavirus: si tratta di un caso sospetto. Nella mattinata di giovedì 6 febbraio, quindi, è stato trasferito all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Sono in corso i test di verifica sui sintomi presentati.

Cecchignola, caso sospetto di coronavirus

Allarme a Cecchignola: un italiano dei 56 connazionali rientrati da Wuhan lo scorso lunedì ha presentato alcuni sintomi di coronavirus. A rivelarlo sono state le analisi sperimentali dell’Istituto di Roma effettuate sui tamponi. I medici, però, hanno optato per ulteriori accertamenti sul caso. Questi – fanno sapere dal Ministero della Salute – verranno eseguiti sul soggetto che verrà poi trasferito e messo in isolamento allo Spallanzani di Roma.

Le altre 20 persone poste in quarantena a Ceccignola “sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni”. A riferirlo sono i medici dello Spallanzani, che aggiungono: “Nove pazienti sono tuttora ricoverati: 2 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva), 4 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato, 3 sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus, rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici“.

Infine, concludono: “Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 41 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi 32, risultati negativi al test, sono stati dimessi”.

Condizioni coppia turisti cinesi

Nello stesso Istituto, inoltre, si trovano anche i due turisti cinesi affetti dalla malattia di Wuhan. Al momento, da quanto si apprende risulterebbero stabili. “I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, positivi al test del nuovo Coronavirus – scrivono nel bollettino -, continuano a essere ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche restano invariate, con parametri emodinamici stabili. La prognosi resta tuttora riservata”. Riguardo invece la cura alla quale sono stati sottoposti, i medici hanno chiarito: “Ricevono dal 4 febbraio terapia antivirale sperimentale. Tali farmaci sono indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili”.