Coronavirus: Ceccardi e Centinaio in Spagna per recuperare italiani bloccati

Coronavirus Ceccardi Centinaio Spagna

La candidata della Lega alla Presidenza della Toscana Susanna Ceccardi e il senatore Gianmarco Centinaio stanno andando in Spagna a recuperare cinquanta italiani rimasti bloccati per il coronavirus. Un gesto che da molti è stato applaudito ma che da altrettanti è stato criticato.

Coronavirus: Ceccardi e Centinaio in Spagna

I due hanno noleggiato un autobus per riportare in Italia dei connazionali che a causa dei blocchi dei voli e dei divieti di spostamenti non hanno avuto modo di far ritorno nella loro terra. Si tratta in particolare di un gruppo di una cinquantina di persone bloccate alle Canarie che dovrebbero riuscire a prendere un aereo per Barcellona dove la comitiva leghista li attende. Tra loro anche una consigliera comunale del partito a Massa, Sabrina Marchi, altri toscani e alcuni turisti di Bergamo. Insieme a Ceccardi e Centinaio c’è poi l’assessore al sociale di Pisa, Gianna Gambaccini, che è medico e si occuperà di monitorare le condizioni di salute di tutti.

Una missione difficile ma fatta col cuore“. Così ha definito il suo gesto la numero uno della Lega in Toscana, che ha spiegato di aver pagato personalmente il pullman per dare seguito alle numerose richieste di aiuto ricevute dopo l’approvazione delle restrizioni. Un’iniziativa che però ha suscitato molte critiche da parte soprattutto del Partito democratico, che l’ha accusata di sciacallaggio, incoscienza e irresponsabilità. In particolare il consigliere toscano Antonio Mazzeo si è così espresso: “Mentre da tutte le parti si moltiplicano gli appelli a restare a casa lei cosa fa? Noleggia un pullman per caricarci sopra 50 persone“. Ha poi ricordato alla Ceccardi che “le elezioni Regionali verranno molto probabilmente posticipate e che è inutile oggi mettere a repentaglio la salute delle persone per avere visibilità“.

Immediata la replica della diretta interessata, che ha spiegato di aver fatto tutto in accordo con la Farnesina, la Protezione Civile, il Ministero dell’Interno e le ambasciate. Ha inoltre spiegato che le frontiere sono aperte e che le persone in questione non sono venute a contatto con nessun caso positivo e che dunque non si correrebbe alcun rischio.