Coronavirus, Cgil Veneto: con panico non si affrontano emergenze

Bnz

Venezia, 4 feb. (askanews) - "E' molto sottile il confine che separa una politica sanitaria di forte precauzione dalla diffusione di allarmismi che rischiano di diffondere il panico e di alimentare atteggiamenti pregiudiziali contro intere popolazioni. E il panico è sempre lo strumento peggiore per affrontare le emergenze. Quel confine, già difficile da presidiare, viene radicalmente cancellato se le forze politiche, anziché collaborare, pensano di lucrare consensi su temi delicatissimi per la salute pubblica".

Così il segretario generale della Cgil del Veneto, Christian Ferrari commenta la lettera del governatore veneto sul comportamento delle scuole rispetto al coronavirus. "Il Governo italiano e il ministro Roberto Speranza stanno adottando, per contrastare la diffusione del Coronavirus, misure superiori al livello di allarme che le Istituzioni sanitarie internazionali hanno stabilito tentando, al contempo, di conservare un atteggiamento razionale che non alimenti la paura - ha aggiunto - Se chi ricopre importanti cariche istituzionali ritiene che occorrano provvedimenti ancora più stringenti, dovrebbe confrontarsi con chi ha la responsabilità di assumere le decisioni negli organismi preposti, non sui giornali o a favore delle telecamere. Soprattutto quando si parla della salute dei bambini e della loro presenza nelle scuole". "Se si sceglie la strada della polemica pubblica, l'obbiettivo evidentemente non è quello dichiarato, bensì quello di dividere ulteriormente il Paese proprio nel frangente in cui dovrebbe raggiungere il massimo di unità. Risultato impossibile da ottenere quando nemmeno si partecipa agli incontri che il Ministro della Sanità organizza con tutti i gruppi parlamentai, compresi giustamente quelli di opposizione", ha concluso.