Coronavirus, Ciambetti: ipocrisia Ue stop export mascherine

Fdm

Venezia, 6 mar. (askanews) - "Non ritengo scandalose le decisioni di Francia e Germania di bloccare le esportazioni di mascherine e materiale protettivo in altri stati dell'Ue. Casomai, queste scelte mostrano tutti i limiti e le ipocrisie dell'Ue e sono la dimostrazione che il collante dell'Unione è tragicamente debole: mancando un'unione politica vera e una visione comune condivisa del futuro viene meno quella solidarietà che spontaneamente dovrebbe spingere gli essere umani a far fronte comune davanti ai pericoli comuni". Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto e capo delegazione italiano nel Comitato delle Regioni d'Europa a Bruxelles, di cui per altro è vicepresidente, commenta così la notizia della notifica alla Commissione da parte di Francia e Germania del blocco dell'esportazione nell'UE di prodotti protettivi utili per contrastare l'epidemia causata da Convi19. "Quella di Francia Francia e Germania è una scelta legittima, che tuttavia fa riflettere: la normativa europea prevede la limitazione del traffico delle merci per motivi di salute pubblica e di ordine pubblico ma - ha spiegato Ciambetti - Personalmente penso che si possano disporre tutti i blocchi alle esportazioni che si vogliono, ma difficilmente si potrà bloccare l'espansione dell'epidemia, che incidentalmente rammento ha visto il suo paziente zero in Europa proprio in Germania. Credo che l'asse franco-tedesco abbia dato un duro colpo alla sua credibilità e autorevolezza, più che aver ferito l'edificio europeo e la speranza in una Europa migliore di cui tutti sentiamo il bisogno. Il Coronavirus non conosce dogane, né trattati, se ne frega altamente di Patti di stabilità, debito pubblico o spread. L'unica cosa che può fermarlo è proprio la solidarietà umana, la capacità degli uomini di far fronte comune, con la forza della scienza, con la condivisione di dati, notizie e informazioni per dar modo alla comunità scientifica di individuare una soluzione idonea al problema. Mentre alcuni stati hanno taciuto o hanno fatto finta davanti alla gravità della loro situazione, l'Italia, con il Veneto e la Lombardia in prima fila, hanno affrontato lo scenario, attivando controlli e dando disposizioni rigide per arginare il contagio. Noi abbiamo fatto una scelta precisa: abbiamo scelto di garantire gratuitamente ai più deboli, agli anziani, ai malati, le migliori cure assicurando nel contempo il normale funzionamento degli ospedali e dei reparti di terapia intensiva. E' una questione di scelte: domani, magari davanti ad uno spread impazzito, non credo - ha concluso Ciambetti - che noi veneti rimpiangeremo quanto abbiamo fatto. Altri, forse, invece proveranno vergogna, ma non noi. Noi no".