Coronavirus in Cina, 125 nuovi casi: il numero più basso da 6 settimane

Coronavirus Cina

La Commissione sanitaria nazionale (Nhc) conta 2.943 vittime, 80.151 i contagi. Con 125 nuovi casi di Coronavirus, accertati lunedì 2 marzo, in Cina si registra il livello minimo delle ultime 6 settimane. Sette i nuovi “contagi di ritorno” registrati in una contea nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale. Si tratta di cinesi che erano stati in Italia. Nel nostro Paese, invece, c’è stato un aumento di circa 500 nuove diagnosi nella sola giornata di domenica 1 marzo. I contagi sfiorano i 1700 casi. Intanto in Lombardia, la regione maggiormente coinvolta nell’epidemia, si cercano nuove misure da adottare per contenere il virus. Per l’Oms è importante non creare allarmismi né alimentare paura e generare panico. “Contenere il Covid19 è fattibile e deve rimanere la massima priorità per tutti i paesi. Con misure precoci e aggressive, possono interrompere la trasmissione. Stiamo monitorando la situazione ogni momento di ogni giorno e analizzando i dati. L’Oms non esiterà a descrivere questo Coronavirus come una pandemia se questo è ciò che i dati suggeriranno. Con misure precoci e aggressive, i Paesi possono fermare la trasmissione di Covid-19 e salvare vite”, ha ribadito il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Dall’Oriente il virus si è diffuso in oltre 50 paesi del mondo, ma è in Cina che si registra il più alto numero di morti e di contagi.

Coronavirus in Cina, 125 nuovi casi

Città spettrali, il clima di paura e l’allarme Coronavirus per settimane hanno caratterizzato la Cina. La psicosi, e con essa l’emergenza sanitaria, si è poi estesa al di fuori dei confini orientali. Solo nelle ultime ore, con 125 nuovi contagi in Cina, è stato raggiunto il livello più basso delle ultime 6 settimane.

Intanto, alla luce delle misure precauzionali messe in atto nel paese asiatico e del rallentamento economico generato dal Coronavirus, si assiste a un enorme declino dei livelli di inquinamento in Cina. Il calo delle attività nelle fabbriche cinesi, inevitabile effetto del virus, ha portato un calo dei livelli di biossido di azoto.

Il parere degli esperti

Su una possibile evoluzione dell’epidemia di Covid-2019, che per molti non ha ancora toccato il picco, gli esperti spiegano come comportarsi.

“L’incremento era assolutamente atteso”, ha precisato Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. E ancora: “Le cifre riflettono la presenza di un focolaio importante in alcune zone italiane. I nuovi casi di Coronavirus che stiamo rilevando sono persone contagiate anche una settimana o due settimane fa, considerando che il periodo di incubazione può arrivare fino a 12-14 giorni”. Nonostante molte persone risultate positive al virus cinese presentino solo dei lievi sintomi, “c’è comunque un gran numero di persone, pari circa al 15%, che ha sintomi gravi, un altro motivo per cui la malattia non deve essere sottovalutata”, ha sottolineato Rezza, il quale ha anche ricordato: “Bisogna adottare norme e comportamenti adeguati, come indicato dalle autorità, nonché mettere tutte le armi in campo per contenere l’epidemia, come già stiamo facendo”.