Coronavirus, in Cina deficit di 7 miliardi di dollari: crollo dell’export

Coronavirus Cina

Sono ormai 3.042 le persone decedute per il Coronavirus in Cina. Le autorità sanitarie locali registrano 80.552 contagi, tra cui 23.784 pazienti ancora ricoverati. La provincia di Hubei resta la più colpita dall’epidemia. A risentirne è anche l’economia del Paese, che sta subendo un crollo delle esportazioni. Nel gigante asiatico si calcola un deficit commerciale di 7 miliardi di dollari.

Coronavirus, gli effetti sull’economia in Cina

A gennaio-febbraio il deficit in Cina è di 7,09 miliardi: è questo uno degli effetti più devastanti provocati dal Coronavirus. Il gigante cinese, il cui sviluppo economico si prepara ad agganciare e superare quello statunitense, sta fortemente risentendo dell’epidemia scoppiata nel Paese.

Nello stesso periodo l’export è sceso del 17,2% annuo (percentuale persino superiore a quella inizialmente stimata, pari a -14,2%). Cala anche l’import, fermo al 4% (rispetto al -15% previsto). Nel primo bimestre le esportazioni si sono attestate a 292,49 miliardi, risentendo dei problemi alla catena di produzione e distribuzione, colpita dalla decisione di estendere la festività del Capodanno lunare di gennaio. Una misura volta a contenere l’epidemia del Covid-19.

Crollano del 25,3% annuo le vendite di alluminio grezzo. Sono compresi i metalli primari, i manufatti in lega e semilavorati. L’export di terre rare, alla base dei beni hi-tech, è crollato del 17,3%. Stando ai dati resi noti dalle Dogane cinesi, le importazioni sono scese a 299,54 miliardi. Intanto il greggio è aumentato del 5,2%, a 86,09 milioni di tonnellate. Le raffinerie rafforzano le scorte prima del Capodanno lunare. Tra gli effetti della tregua nella guerra commerciale tra Cina e Usa, c’è la crescita dell’import di soia, salito del 14,2% annuo.