Coronavirus, in Cina sta rallentando: le guarigioni superano i nuovi contagi

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Mentre in Europa – e in particolar modo in Italia – l’emergenza coronavirus di sta diffondendo a macchia d’olio, dalla Cina è giunta la notizia di un consistente rallentamento dell’epidemia, con il numero delle guarigioni che ogni giorno supera sempre di più quello dei nuovi contagi della malattia. Al 28 febbraio 2020 infatti, il bilancio delle guarigioni totali è di 36.117 persone, contro i 78.124 contagiati dall’inizio dell’epidemia nello scorso dicembre. A questi vanno ovviamente aggiunti gli oltre 2.700 decessi nel territorio della Cina continentale.

Coronavirus, l’epidemia rallenta in Cina

Sia in Cina che nella sola provincia dell Hubei, epicentro dell’epidemia di coronavirus, i nuovi contagi diminuiscono di giorno in giorno, anche se le autorità locali ribadiscono come la situazioni resti ancora molto grave soprattutto nella città di Wuhan. La stessa vicepremier cinese Sun Chunlan ha dichiarato lo scorso 19 febbraio: “Si sono verificati alcuni cambiamenti positivi su prevenzione e controllo dell’epidemia, ma a Wuhan la situazione rimane ancora grave”.

Lo stesso presidente cinese Xi Jinping ha speso alcune parole nei confronti degli operatori sanitari, esortando la popolazione e le autorità a prestare attenzione al loro lavoro in modo che: “Possano focalizzarsi per vincere la battaglia contro l’epidemia del coronavirus”. In Cina, il numero di guarigioni aveva superato per la prima volta quello dei contagi nella giornata del 19 febbraio.

Le guarigioni in Italia

Nel nostro Paese sono invece salite a 46 le guarigioni dal coronavirus, come comunicato nella conferenza stampa del 28 febbraio dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Nella stessa giornata il bilancio dei contagiati è salito a 821 persone, ai quali si aggiungono anche 21 decessi con quattro nuove vittime tutte ultrasettantenni.

Nello stesso intervento Borrelli ha inoltre aggiunto: “Un dato importante che voglio comunicare è che la metà degli 821, 412, sono persone che sono asintomatiche o con sintomi lievi che non hanno bisogno di ospedalizzazione; 345 poi sono le persone ricoverate in ospedale con sintomi e 64 in terapia intensiva”.