Coronavirus: Cipolletta, 'per ripartenza serve cabina regia, Conte apra tavolo con big settori'

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Una cabina di regia per far ripartire il paese. L'appello al governo è di Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi e Assonime che invita il premier Giuseppe Conte ad aprire un tavolo di confronto e di lavoro con i maggiori protagonisti della vita economica e finanziaria: grandi imprenditori, banchieri, economisti e manager. ''Penso che sarebbe utile -dice all'Adnkronos- e sicuramente i membri di Confindustria, Abi, Aifi e Assonime che già stanno dando indicazioni al governo sarebbero disponibili. Se il Governo è giustamente impegnato sul fronte dell'emergenza sanitaria ed economica, è altrettanto importante cominciare a ragionare a cosa fare dopo, pensare a quali strumenti possano essere utili''. 

Secondo Cipolletta sono principalmente due le traiettorie dove c'e' più urgenza di studiare strategie condivise: ''quando gli esperti diranno che si possono riaprire le imprese -spiega- ci sarà il problema di come aiutarle a individuare sistemi per mettere in sicurezza i lavoratori; ma si dovrà anche immaginare mezzi di trasporto che consentano ai lavoratori di viaggiare senza stare chiusi per lungo tempo tutti insieme. Quindi forse si dovrà pensare a scaglionare magari gli orari delle imprese in modo da evitare che ci siano orari di punta così da evitare affollamenti, o immaginare delle imprese che si sobbarcano l'onere di trasportare i dipendenti''. Ma da risolvere ci sarà anche il problema ''di individuare chi è positivo e chi no, in modo da consentire a chi può di iniziare di andare a lavorare mantenendo la salvaguardia della popolazione più fragile''. 

Questa secondo l'economista è la fase che si aprirà subito dopo l'emergenza sanitaria. Poi c'e' la seconda traiettoria da delineare, quella che dovrà consentire alle aziende di rimettere in moto la produzione. ''e qui -spiega- come suggerito anche da più parti, le banche dovranno concedere il maggior numero possibile di prestiti alle imprese che hanno perso fatturato, ma che devono comunque pagare dipendenti e fornitori perchè altrimenti il sistema sociale crolla''.  

Certo il problema '' è che le banche per fare in fretta dovrebbero dare prestiti a tutti senza istruttoria con il rischio di trovarsi con insolvenze e in situazioni anche peggiori del 2011 con patrimoni insufficienti. Ecco perchè servirebbe la garanzia dello Stato, così da permettere agli istituti di concedere prestiti a interessi molto bassi, vicino allo zero. Certo andrebbero studiati meccanismi per impedire a taluni di approfittarne e fare un appello forte a persone imprese di non ricorrere a questi mezzi se non ne hanno bisogno. E fare in modo che tutti coloro che possono pagare le tasse le paghino e quelli che non possono si avvalgano della facoltà di non farlo''. In una sorta di situazione ideale come questa ''le banche potrebbero sopportare una grossa massa di credito alle imprese''.  

Ma la gestione dell'enorme debito che si verrà a creare ''non potrà essere risolta in pochi anni. Dovrà essere concesso un medio o lunghissimo termine. E lì ci sono strumenti che possono essere messi in campo anche dall'Aifi per trasformare debiti a breve in debiti a lungo termine in modo che il sistema possa ripagarli in un periodo più lungo. Insomma bisogna immaginare anche strutture finanziarie che permettano al paese di sopravvivere e al contempo di rilanciarsi''.  

Per fare tutto questo ''serve una cabina di regia. Per questo un tavolo con il governo e rappresentati delle diverse componenti del mondo produttivo e finanziarie sarebbe importante. L'ideale sarebbe che questa cabina fosse in Europa, visto che e' stato sospeso il limite del disavanzo e che tutti gli Stati faranno disavanzi elevati. Sarebbe però già positivo se la Bce assorbisse a tasso di interesse molto basso titoli di Stato emessi e necessari per dare garanzie e liquidità alle imprese e li tenesse in portafoglio abbastanza a lungo così da permettere ai paesi di riprendersi. Questo significherebbe stampare moneta, una situazione che non deve però fare paura perchè l'inflazione è bassa. E il fatto che l'Italia possa avere il 160-170% del debito non deve spaventare se la Bce terrà questi titoli in cassaforte''.