Coronavirus, Civati: dpcm insufficiente e condizionato

Pol/Bac

Roma, 23 mar. (askanews) - "Anche dopo l'ultimo decreto, insufficiente e condizionato dalle pressioni e dai ricatti, continuiamo a insistere: ogni attività non essenziale deve essere fermata, esattamente come è stato fatto per attività commerciali e altri servizi, con i decreti precedenti. Si esce presto se si esce tutti insieme. Così, e non è un paradosso, rischiamo di restare chiusi a lungo. E di farci molto male". Lo dichiara Giuseppe Civati, fondatore di Possibile.

"Le attività 'funzionali' alla 'filiera' delle attività espressamente consentite possono - aggiunge Civati - proseguire con una semplice comunicazione al prefetto. Una sorta di autocertificazione che attesta una condizione già definita in modo molto vago. Basta un qualsiasi collegamento con le aziende indicate dal decreto per consentire la prosecuzione e basta una comunicazione per formalizzare la regolarità dell'attività. E, in ipotesi, anche senza il collegamento, fino al successivo controllo da parte del Prefetto, anche un'attività non funzionale è legittima".

"Il dubbio ulteriore che si aggiunge è: tutte le aziende che restano aperte sapranno garantire sicurezza ai lavoratori? Finora non è accaduto in molti, troppi casi", conclude.