Coronavirus: Claudia Lai e l’appello per i pazienti oncologici

Claudia Lai: "Pochi farmaci oncologici per via del Coronavirus"

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Claudia Lai, moglie del centrocampista del Cagliari Nainggolan, ha lanciato un messaggio riguardo al Coronavirus sul suo profilo Instagram. Lei, che lotta da quasi un anno contro un tumore, come tanti altri pazienti oncologici si sta ritrovando in difficoltà durante questa emergenza sanitaria.

Claudia Lai: “Abbiamo bisogno di farmaci”

Scarseggiano i medicinali per chi ha bisogno di cure anti tumorali. La situazione inizia ad essere preoccupante, al di là dei posti letto negli ospedali italiani, che sono sempre meno soprattutto in terapia intensiva.

Claudia Lai nel suo post sul social network, riporta la difficoltà nel trovare farmaci importanti per i pazienti oncologici: “È inevitabile contrarre qualsiasi tipo di malattia, poiché abbiamo difese immunitarie pari a zero. A me pare de sognà!”, ha scritto.

Un messaggio per tutti

Cogliendo giustamente l’occasione, Claudia Lai ha voluto poi rivolgersi a tutti i medici e operatori sanitari che stanno affrontando questo momento difficile per colpa dell’epidemia dilagante di Coronavirus, dimostrando la sua solidarietà.

Infine, l’appello a tutti i cittadini italiani: “Finiscono i posti in rianimazione. Arriva vostra mamma di 55 anni, che prende la pillola per la pressione ed è asmatica, e contemporaneamente un 50enne senza patologie? Lei resta fuori. Arrivate voi che avete 23 anni e un bambino di 5? Restate fuori. Potete fare qualcosa adesso? Sì, semplicemente stare a casa”.

Emergenza Coronavirus

I tagli alla sanità operati nel corso degli ultimi 10 anni hanno portato ad una situazione di difficile gestione nel sistema ospedaliero italiano. Si stima che in terapia intensiva ci siano solo 275 posti letto totali, contro i 922 degli anni ’80.

I dipendenti di tutte le strutture gestite dal Servizio Sanitario Nazionale stanno lavorando a più non posso per poter gestire il flusso di pazienti positivi al Coronavirus, oltre a quelli già bisognosi di cure, ma c’è bisogno di uno sforzo anche da parte dei cittadini per poterne uscire vittoriosi.