Coronavirus, Cocer carabinieri: confusione su divisa

Red/Nav

Roma, 25 mar. (askanews) - "Nel quadro delle misure di igiene già adottate al fine di ridurre l'esposizione ai rischi connessi con l'emergenza epidemiologica Covid-19 sono state intraprese ulteriori iniziative per ridurre gli oneri e rendere più agevole il periodico lavaggio delle uniformi indossate dal personale nel corso dei servizi esterni". Con questa premessa, il Comando generale dell'Arma "ha stabilito che non tutti i carabinieri sono uguali davanti alle emergenze sanitarie ed ha stabilito che solo alcune realtà del nord possono indossare determinati indumenti, facili da lavare (tute operative, maglioncini) mentre altre realtà sempre del nord e della restante penisola devono continuare ad indossare l'uniforme ordinaria con giacca e cravatta che poco si presta in questa emergenza sanitaria e di ordine pubblico, rendendo il carabiniere un potenziale portatore sano di contagio". Così si afferma in una nota del Consiglio Centrale di Rappresentanza (Co.Ce.R.) che - si informa - "sarà inviato anche al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri al Ministro della Difesa ai Presidenti Commissione Difesa di Camera e Senato".

I delegati Co.Ce.R. aggiungono poi: "Mai discriminazione fu così eclatante, anche nella considerazione che l'Italia è in emergenza sanitaria al punto che il Governo ha ordinato che tutta la Penisola è considerata zona rossa. A questo aggiungiamo l'indolenza di alcuni Comandanti che preferiscono il futile all'utile rendendo inutile ogni iniziativa intrapresa a favore del personale. L'Arma dei Carabinieri si è sempre distinta per la vicinanza al personale e per la saggezza delle decisioni e mai come ora non si può permettere decisioni parziali e disattese. Il Comandante Generale deve prendere atto di questa triste realtà e deve immediatamente disporre erga omnes le stesse disposizioni oggi adottate solo per alcuni".