Coronavirus, come cambiano le zone di rischio delle regioni

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nuovi colori regioni
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Con l’inizio della prossima settimana non vi saranno grandi sconvolgimenti nei colori delle regioni italiane a seguito dell’ultimo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità. Gran parte del Paese rimarrà infatti nella stessa zona di rischio nella quale si trovava, ad eccezione di Molise e Sardegna che finiscono entrambi nella zona arancione. Se infatti il Molise ha registrato un miglioramento dei dati che gli permette di uscire dalla zona rossa, l’isola sarda finisce invece la sua esperienza nella zona bianca, scendendo di ben due categorie a causa del blocco della zona gialla deciso dal governo.

Covid, i nuovi colori delle regioni

A fronte di un indice Rt nazionale che si conferma a 1,16, a partire da lunedì 22 marzo saranno in zona rossa Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, la provincia autonoma di Trento, Piemonte, Puglia e Veneto, mentre in zona arancione troveremo Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, la provincia autonoma di Bolzano, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle Aosta, Sardegna e Molise. Queste ultime due regioni sono le uniche a subire dei cambiamenti di colore, la prima in peggio e la seconda invece dopo un miglioramento dei dati Covid.

Ritornando nella fascia arancione, il Molise potrà in questo modo riaprire le scuole con didattica a distanza al 50% per gli istituti superiori e in presenza per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori. Sempre in arancione abbiamo la didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie, mentre restano chiuse le università, ad eccezione di alcuni laboratori.

Nella zona arancione inoltre resta la chiusura di bar e ristoranti, con il servizio d’asporto che per i bar rimane consentito fino alle ore 18 mentre per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusi anche i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusi inoltre musei e mostre.