Coronavirus, parla l’italiano positivo ai test: “Sono tranquillo”

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Nella serata di giovedì 6 febbraio l’Istituto Spallanzani di Roma ha confermato il primo caso di cittadino italiano risultato positivo ai test del coronavirus. Si tratta di uno dei 56 nostri connazionali fatti rientrare lo scorso 3 febbraio da Wuhan con un volo di Stato e messi in quarantena presso la cittadella militare della Cecchignola. Il paziente risultato poi positivo al virus era stato ricoverato in ospedale nella mattinata di giovedì per un sospetto contagio che è stato successivamente confermato in serata.

Le dichiarazioni

Le prime parole dell’italiano risultato positivo al coronavirus fanno ben sperare circa le sue condizioni di salute. “Sto bene, mi sento tranquillo” ha dichiarato agli altri italiani in quarantena”. Al momento, avrebbe assicurato di non presentare alcun disagio particolare.

Bollettino medico del 7 febbraio

Il ragazzo di 29 anni ricoverato alla Spallazani di Roma “è in buone condizioni generali”, secondo l’ultimo bollettino medico dello Spallanzani. “Il giovane presenta lieve febbricola e lieve iperemia congiuntivale. Il quadro clinico e quello radiologico polmonare sono negativi. Il paziente inizierà in giornata la terapia antivirale”. Per quanto rigurda, invece, la coppia di turisti cinesi anch’essa ricoverata presso l’istituto: “Le loro condizioni cliniche – rivela il bollettino – sono ancora invariate, con parametri stabili. Sono attualmente in trattamento antivirale. La prognosi è tuttora riservata”. Infine, dallo Spallazani informano che “sono stati valutati, ad oggi, nella nostra accettazione 44 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 33 risultati negativi al test sono stati dimessi”.

Coronavirus: primo italiano positivo

Al momento non si conoscono ancora le generalità dell’italiano risultato positivo al coronavirus se non che era una delle 56 persone rientrate lunedì da Wuhan, epicentro mondiale dell’epidemia. La conferma del contagio è stata comunicata al ministero della Salute dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha contestualmente fatto scattare la sorveglianza epidemiologica.

Il paziente si trova attualmente in isolamento all’Istituto Spallanzani (dove sono ancora ricoverati in terapia intensiva i due turisti cinesi trovati positivi al coronavirus in un hotel di Roma lo scorso 30 gennaio), anche se le sue condizioni non risultano per il momento critiche. Il bollettino medico diffuso in giornata parla infatti di un “modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale”.

Le poche informazioni circa il contagiato arrivano dagli altri nostri connazionali in quarantena alla Cecchignola, che affermano: “Con questa persona risultata positiva, un giovane tra i 30 e i 40 anni, abbiamo avuto pochi contatti in questi giorni. Prima che fosse trasferito allo Spallanzani, lui si trovava in una stanza singola”.

Il commento delle istituzioni

In serata il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha reso noto lo svolgimento di un incontro presso la Protezione Civile al fine di chiarire la situazione sanitaria. Ai giornalisti in attesa davanti Palazzo Madama il Premier ha risposto: “Sto andando al Comitato operativo della Protezione Civile, ci sarà una riunione per un aggiornamento”.

Conte ha poi aggiunto come l’Italia abbia subito adottato il principio di massima precauzione e ringraziando personalmente gli uomini della Protezione Civile: “In poche ore sono riusciti ad organizzare un servizio di verifica e monitoraggio che ha coinvolto 62 mila cittadini passeggeri su 521 voli internazionali”. Alla riunione presso il Comitato operativo ha partecipato anche il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha contestualmente informato il Consiglio dei ministri delle misure prese per contrastare la diffusione del coronavirus.

Altri quattro sospetti contagi

L’Istituto Spallanzani ha inoltre dichiarato che al momento nella struttura sanitaria si registrano altri quattro casi sospetti, per i quali si attendono ancora i risultati dei testi effettuati sui loro tamponi. L’ospedale romano ha infine aggiunto che altri tre pazienti sono stati trattenuti “per altri motivi clinici” pur essendo risultati negativi a tutti i test per il coronavirus.