Coronavirus, "noi farmacisti alla mercé del virus"

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"Noi farmacisti siamo alla mercé del virus, lavoriamo senza essere stati messi in alcun modo in sicurezza. Non abbiamo ricevuto nulla dal governo, né dalla Protezione civile: per tutelare la nostra salute e sicurezza, dobbiamo fare tutto per conto nostro". E' l'allarme lanciato da Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Lazio e vicepresidente nazionale di Federfarma, che all'Adnkronos Salute esprime "profonda preoccupazione" per le condizioni in cui stanno lavorando i colleghi. Ci sono già una trentina circa di farmacisti, in Italia, positivi a Covid-19. Un numero "purtroppo in aumento", sottolinea Contarina.  

"Come scarseggiano per i cittadini, così le mascherine sono insufficienti anche per noi farmacisti: siamo costretti a usare troppe volte la stessa mascherina - sottolinea - quando invece sappiamo bene che ci sono dei limiti di utilizzo. Lavoriamo quotidianamente in una condizione di grande pericolo sanitario e psicologico, anche a causa dei numerosi furti e rapine che stiamo subendo in questi difficili giorni". 

È "inaccetabile", denuncia, la situazione di pacchi di "mascherine in arrivo, bloccate alla Dogana e a Fiumicino per controlli". "Assicuriamo un servizio essenziale, ma per farlo stiamo rischiando la vita", insiste. "Alcune affermazioni rivolte contro la nostra categoria risultano perciò ancora più fastidiose e gravi, dal momento che i farmacisti italiani, pur con grande preoccupazione, continuano a lavorare coraggiosamente sul territorio, e molto spesso si trovano a operare in assenza delle tutele igienico sanitarie che abbiamo giù richiesto allo Stato e di cui ancora siamo sprovvisti. Ad oggi - ribadisce Contarina - infatti non ci è stato fornito alcun kit sanitario da parte della Protezione civile". E a questo si aggiunge la 'beffa' delle mascherine ordinate dalle stesse associazioni di categoria dei farmacisti e bloccate dalla burocrazia.