Coronavirus, Conte: "Domani nuovo decreto"

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"Abbiamo appena concluso la riunione" e domenica mattina "pubblicheremo il nuovo decreto, ovviamente in pieno accordo con le valutazioni dei governatori. Saranno le misure per la prossima settimana. C’è un clima di grande collaborazione". E' quanto ha detto il premier Giuseppe Conte, lasciando la sede della protezione civile dopo la riunione con i ministri e i presidenti di regione sull'emergenza coronavirus.  

"In questo momento il comitato tecnico scientifico si è ancora riunito per le ultime valutazioni. Non anticipo nulla ma ragionevolmente per quanto riguarda le tre regioni" più colpite "adotteremo misure di prudenza che si distingueranno dalle altre per la stragrande maggioranza delle regioni".  

"Per quanto riguarda le misure economiche sono state adottate varie misure di primissimo impatto nel decreto di ieri. Ci sarà un secondo provvedimento per misure più incisive che riguarderà tutto il sistema produttivo non solo delle regioni interessate ma anche le restanti". "Ma stiamo lavorando anche a un terzo intervento ancora più organico e complessivo perché siamo consapevoli che l'Italia ha bisogno di una grande spinta per la crescita economica". "Stiamo lavorando intensamente perché questo è il momento di gestire l'emergenza sanitaria ma anche di continuare la vita di tutti i giorni, di far correre il paese e con questo terzo e ultimo intervento stiamo lavorando a una forte spinta semplificatrice e a una grande accelerazione delle spesa per investimenti", ha aggiunto il premier. 

Il governo sta lavorando a un secondo decreto legge con il quale adotterà misure a sostegno dell'economia reale che potranno avvalersi di risorse di finanza pubblica aggiuntive. E' quanto si apprende da fonti del Mef, che sottolineano come, per poter operare in questa direzione, il Governo necessiti dell'autorizzazione del Parlamento come previsto dalla legge 243 del 2012 che attua l'art. 81 della Costituzione. Questa procedura, dicono sempre dal Mef, verrà proposta nella settimana entrante, in modo da poter adottare il secondo decreto subito dopo.