Coronavirus, Conte: “L’inno d’Italia rincuora tutti, uniti ce la faremo”

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Nonostante gli italiani, rispettando il divieto imposto dal decreto dell’11 marzo 2020, siano a casa, non hanno fatto mancare il loro affetto per medici, infermieri e quanti stiano combattendo in prima linea la battaglia contro il coronavirus: in tantissimi si sono affacciati ai balconi per applaudire o cantare l’inno d’Italia, gesto che è stato commentato anche dal Premier Conte.

Coronavirus, inno d’Italia: le parole di Conte

‘O mia bela Madunina’, ‘Napul’è’, ‘Roma Capoccia’, ‘Ciuri Ciuri’. Sono queste le canzoni che da Nord a Sud i cittadini hanno intonato dalle proprie case e su cui ha risuonato l’inno di Mameli che rappresenta la nazione intera. Un canto che, come detto dallo stesso Presidente, raggiunge e arriva al cuore di tutti. In primis del personale che si sta prodigando per curare i pazienti che hanno contratto l’infezione. E poi alle forze dell’ordine, ai volontari della protezione civile, alle lavoratrici e ai lavoratori che alimentano la catena produttiva e distributiva affinché il Paese non si fermi.

Rincuora tutti, in particolare le persone che si avvertono più fragili e vulnerabili e vivono con particolare angoscia questi giorni di emergenza“, ha spiegato lanciando un messaggio di positività. Un inno che tiene uniti tutti i cuori, separati da una porta, un bacone o una strada ma che guardano nella stessa direzione. Infine una nota di speranza: “Uniti ce la faremo“.

Già nei giorni precedenti Conte aveva rivolto l’invito a rimanere a casa con il pensiero di rimanere distanti per poi abbracciarsi con più calore. E per correre più velocemente una volta che tutto sarà tornato alla normalità, convinto che solo con l’aiuto e la responsabilità di tutti “ce la faremo“.