Coronavirus, Conte sfida Ue:super-plan ora o Italia avanti sola

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Roma, 28 mar. (askanews) - "L'Italia, come gli altri Paesi europei, può affrontare anche da sola questa emergenza.Abbiamo risorse umane, economiche e morali per farlo. Ma sarebbe un grave e tragico errore per l'Europa se davanti a una sfida comune di questa portata non riuscisse ad approntare strumenti nuovi in grado di dare la risposta forte comune e solidale che tutti i cittadini europei hanno il diritto di aspettarsi da una casa comune che è stata costruita per proteggerli al meglio, nel segno di unità e solidarietà. L'intera Europa ne uscirebbe sconfitta e l'intera economia continentale indebolita". Insomma senza risposta immediata unitaria all'emergenza Coronavirus, "l'intero edificio europeo rischia di perdere la sua ragion d'essere" e "l'inerzia consegnerebbe ai nostri figli il costo immenso di una economia devastata".

Lo dichiara il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando al Sole 24 Ore del drammatico vertice Ue in videoconferenza sull'emergenza Coronavirus che lo ha visto protagonista di "non di un litigio ma di un confronto duro e franco " con la Cancelliera tedesca Angela Merkel schierata alla testa del gruppo di Paesi dell'Europa del Nord scettici su Coronabond e poderoso piano straordinario unitario Ue per far fronte all'emergenza Coronavirus.

"Io - ha detto Conte sul rapporto fra Italia e Ue- non posso permettere tergiversazioni. Noi, come altri Paesi Ue, stiamo vivendo un'esperienza tragica e siamo costretti a scelte drammatiche. Dobbiamo evitare di compiere in Europa errori tragici. Se l'Europa non si dimostrasse all'altezza rischia di perdere ragion d'essere agli occhi dei nostri cittadini. Siamo a un passaggio critico della storia europea: vogliamo esserne all'altezza? Variamo un grande piano. Uno "European Recovery and Reinvestment Plan' che sostenga e rilanci l'intera economia europea e faccia fare semmai un salto di qualità alla nostra architettura europea". Anche perchè "i nostri grandi competitori internazionali si stanno tutti attrezzando e noi dobbiamo fare altrettanto". E dunque "ai colleghi che si affannavano a ragionare ancora di Mes ho detto che non ve ne è ragione: non è di questo che adessio abbiamo bisogno...".