Coronavirus, continuano le indagini sulla prostituta contagiata a Modica

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Continuano le indagini sulla escort 54enne trovata positiva al coronavirus dopo essersi recata a Modica, con le forze dell’ordine hanno ricostruito il viaggio in treno della donna di origini peruviane, partita da Barcellona e attualmente ricoverata nell’ospedale di Perugia dopo essere giunta a Foligno con evidenti sintomi di contagio. Stando a quanto dichiarato dalle autorità sanitarie, nel corso del suo soggiorno in Sicilia la donna avrebbe incontrato almeno un trentina di clienti, ai quali si aggiungono le altre persone che potrebbe avere incrociato sui treni che l’hanno trasportata in giro per l’Italia.

Escort positiva a Modica, ricostruito tragitto

Analizzando quanto finora ricostruito dalle forze dell’ordine, la donna avrebbe percorso il seguente tragitto: Barcellona, Ciampino, Modica, Roma e Foligno, utilizzando treni, aereo, traghetto e autobus. I Gli investigatori si stanno concentrando proprio sull’ultimo treno utilizzato dalla 54enne per andare dalla Capitale fino a Foligno dove le sue condizioni si sarebbero aggravate a tal punto da rendere necessario il ricovero in ospedale.

Per precauzione, gli uomini del Compartimento Umbria Marche della Polizia Ferroviaria hanno disposto la sanificazione di una decina di treni che fanno la spola tra Roma e Foligno, tra i quali potrebbe esserci anche quello su cui è salita la donna. La 54enne ha infatti affermato di essersi sentita male una volta raggiunta la cittadina umbra, raggiungendo a piedi l’Ospedale San Giovanni Battista di Perugia dov’è attualmente ricoverata in isolamento da mercoledì 15 luglio, anche se le sue condizioni di salute non destano particolari preoccupazioni.

L’appello del sindaco di Modica

Nel frattempo a Modica è allerta per quanto riguarda la trentina di clienti che la escort avrebbe incontrato durante il suo soggiorno siciliano e che potrebbero essere stati contagiati. Il sindaco Ignazio Abbate, intervistato dal Corriere della Sera, ha infatti invitato i clienti a farsi avanti in maniera anonima in modo da effettuare il tampone consentire così il tracciamento degli eventuali contagi, anche: “A rischio di farsi mettere alla porta dalle mogli. Chiedo a chi ha avuto contatti di fare l’esame sierologico. Comprendo che è meno invasivo e complicato del tampone. E poi lo capisco… che gli dici alla moglie? Troviamo una via di mezzo”.

Alle parole del primo cittadino sono seguite quelle del direttore generale della Asp di Ragusa Angelo Aliquò, che ha voluto rassicurare i potenziali contagiati: “L’esame avviene nella piena privacy. Se un signore ci dice chi ha incontrato non è che lo andiamo a dire alla moglie. Noi conosciamo i contatti di tutti i positivi, ne abbiamo avuti un centinaio, ma non è che lo andiamo a dire in giro con chi si vedevano o dove andavano, sono informazioni riservate”.