Coronavirus, continuano a salire i contagi nel focolaio della Bartolini

focolaio-bartolini

Nuovo aumento di contagi presso il focolaio di coronavirus esploso ai magazzini bolognesi dell’azienda di spedizioni Bartolini. Nel pomeriggio del 26 giugno sono stati infatti registrati 27 nuovi lavoratori positivi, che portano così il totale complessivo a 91 casi. Gli esperti tuttavia non sembrano essere preoccupati per i nuovi cluster emersi in tutto il paese, precisando che scenari come questi si apprestano a divenire la norma durante la prossima fase della pandemia.

Focolaio Bartolini, altri 27 contagi

I nuovi contagi della Bartolini si aggiungono ai 64 riscontrati nella giornata di giovedì e soprattutto agli altri focolai esplosi in tutto il Paese, tra cui quello di Mondragone dov’è stato necessario l’intervento dell’esercito per contenere la diffusione del virus.

Intervistato durante la trasmissione televisiva Agorà proprio in merito ai recenti focolai di Covid-19, il direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra ha tuttavia spiegato: “Non c’è preoccupazione perché è tutto ampiamente atteso. Entrambi i focolai sono stati identificati immediatamente e circoscritti, quindi il sistema messo in atto tiene. È inevitabile ci siano focolai in giro per l’Italia e per l’Europa”.

Simili parole sono state pronunciate anche dal microbiologo Andrea Crisanti, che sui nuovi cluster non ritiene sia necessario preoccuparsi più di tanto: “È ciò che avevamo previsto Ci aspettavamo di avere a che fare, passata l’ondata principale della pandemia, con questi focolai. Del resto il virus non se ne è andato. Oggi [ieri, ndr] ci sono stati quasi 300 casi. Qualcuno la malattia la trasmette”.

In merito al ruolo degli asintomatici nell’esplosione di questi nuovi focolai, Crisanti ha inoltre aggiunto che non fossero loro la causa: “Non avremmo ancora tutti questi casi. Poi se ci sono persone che si ammalano e hanno i sintomi queste trasmettono ancora di più. Non capisco proprio come certi colleghi abbiano potuto fare affermazioni fuorvianti e non coerenti con le stesse direttive del ministero alla Sanità sul tema degli asintomatici. Si sono presi una grave responsabilità”.