Coronavirus, cosa prevede il nuovo decreto su Sanità e Giustizia

Il premer Giuseppe Conte (Photo by Cosimo Martemucci/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Il Consiglio dei Ministri ha adottato un decreto per potenziare la Sanità, con la previsione di raddoppiare i posti di pneumologia e di malattie infettive, e di portare a 7500 quelli in terapia intensiva, e per regolare gli uffici giudiziari. Ecco cosa prevedono le ultime misure adottate dal governo italiano.

La Sanità

Il decreto firmato dal premier Giuseppe Conte nella notte del 7 marzo prevede l’assunzione di 20mila unità nella sanità, di cui cinquemila medici specialisti, diecimila infermieri e cinquemila operatori sociosanitari. Il documento dà anche via libera a tutte le modalità per reclutare altri specialisti e addetti: dagli incarichi autonomi all’accesso diretto basato sullo scorrimento delle graduatorie, dall’aumento delle ore di specialistica ambulatoriale fino al reclutamento dei medici in pensione e di volontari, per almeno sei mesi. E ancora: immissione in corsia di medici solo laureati (quindi ancora senza specializzazione, ma da inserire per le mansioni opportune sulla base delle competenze).

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Si prevede, inoltre, attraverso Consip e le strutture regionali, di acquistare immediatamente macchine e strutture necessarie per potenziare del 50% i posti in terapia intensiva sul territorio nazionale, che passerebbero da 5.000 a 7.500, mentre raddoppierebbero quelli esistenti dei reparti di pneumologia e di malattie infettive.

È inoltre prevista la riorganizzazione degli ospedali attingendo ad accordi con strutture private convenzionate e non. Il costo? Circa un miliardo di euro da recuperare nell’ambito dello stanziamento da 7,5 miliardi deciso dal governo per far fronte all’emergenza Covid-19.

Infine, i prefetti potranno requisire gli alberghi per ospitare persone in quarantena. Sono anche previsti incentivi e finanziamenti (50 milioni di euro) attraverso Invitalia spa per le aziende che producono mascherine e dispositivi utili per fronteggiare l’emergenza.

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La Giustizia

Fino al 31 maggio, i capi degli uffici giudiziari potranno limitare l’accesso alle sedi del personale, potranno disporre la celebrazione a porte chiuse dei processi civili e penali, la celebrazione da remoto in caso sia necessaria la sola presenza degli avvocati, l’uso della videoconferenza per i detenuti, il rinvio delle udienze con le eccezioni delle cause del tribunale dei minorenni, delle cause relative ad alimenti, nei procedimenti cautelari aventi a oggetto la tutela di diritti fondamentali per la persona, nei casi di abusi familiari e in altri casi eccezionali cui il decreto fa esplicito riferimento, come le udienze di convalida dell’arresto o del fermo.

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Da lunedì 9 marzo è prevista la sospensione feriale dell’attività giudiziaria per due settimane. Nessun commissariamento per Regioni inadempienti: “lavoriamo gomito a gomito con le Regioni nella gestione dell’emergenza”, ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

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