Coronavirus, cosa si può e non si può fare. Il vademecum del governo

Pol/Gal

Roma, 10 mar. (askanews) - Per fare un po' di chiarezza sui divieti stabiliti con il Dpcm firmato ieri dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che estende a tutto il territorio nazionale le regole valide inizialmente per le zone inzialmente interessate, Palazzo Chigi ha diffuso un vademecum con domande e risposte sui principali dubbi che i cittadini hanno sollevato sui comportamenti da adottare.

Ci sono differenze all'interno del territorio nazionale?

"No, per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al 3 aprile".

Sono ancora previste zone rosse? "No, non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente dpcm del 1° marzo (con l'istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con il dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti".

- Spostamenti

Cosa si intende per "evitare ogni spostamento delle persone fisiche"? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare?

Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l'acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. E' comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti. E' previsto anche il "divieto assoluto" di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus".