Coronavirus, cura “fai da te” a base di clorochina: morto un uomo

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Un uomo negli Stati Uniti è morto per le conseguenze di una cura “fai da te” contro il coronavirus a base di clorochina, il principio attivo utilizzato per combattere la malaria e che alcuni Paesi (come il Venezuela) stanno testando anche per i malati di Covid19. Per l’uomo, un over 60 dell’Arizona, le conseguenze del trattamento sono state fatali, mentre per la moglie è stato necessario il ricovero in ospedale.

Coronavirus, la cura “fai da te”

I protagonisti della triste vicenda si sono lasciati suggestionare da un servizio televisivo che riportava gli effetti benefici della clorichina contro l’infezione. I coniugi hanno così deciso di improvvisare una terapia casalinga, servendosi di un solvente per acquari che utilizzavano per pulire il laghetto in giardino. Hanno diluito il prodotto in questione in una bevanda e l’hanno assunto per via orale, nell’illusione che la clorochina potesse donare loro l’immunità dal coronavirus.

Entrami hanno però iniziato a manifestare malessere, in particolare vertigini e vomito. Nonostante la corsa in pronto soccorso, l’uomo è deceduto, mentre la moglie è stata ricoverata in terapia intensiva.

Clorochina e Covid19

La clorochina è stata sperimentata per la prima volta sui pazienti Covid19 dal professor Didier Raoult, direttore dell’Istituto ospedaliero universitario “Méditerranée Infection” di Marsiglia. Raoult ha sottoposto alla cura anti-malarica (il Plaquenil, a base di idrossiclorochina) 24 pazienti positivi: il 75% di loro “dopo sei giorni di trattamento aveva una carica virale negativa“, ovvero il virus non era più attivo nell’organismo.

Gli esperti però raccomandano di non utilizzare questo né altri farmaci per cure “fai da te”. La clorochina contenuta nei prodotti per la casa, come quello ingerito dai coniugi americani, contiene sì lo stesso principio attivo del farmaco antimalarico, ma in una forma diversa e nociva per l’essere umano.