Coronavirus, dai viaggi limitati agli hotel esclusivi: come cambiano le trasferte in Serie A

Alessio Eremita

La Serie A conoscerà presto il suo destino. Il prossimo 28 maggio i ministri Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza incontreranno FIGC e Lega Calcio per stabilire l'eventuale ripartenza del campionato italiano.


C'è fiducia, nonostante alcuni club abbiano ribadito la loro contrarietà alla ripresa della stagione a causa di un'emergenza, quella legata al Coronavirus, non ancora arginata. Prima di emettere un verdetto definitivo, le componenti governative dovranno valutare attentamente i punti chiave dei protocolli sanitari.


Uno dei documenti al vaglio è quello relativo alle trasferte che dovranno effettuare settimanalmente le società di Serie A. Le linee guida da rispettare sono chiare: le squadre dovranno presentarsi con due pullman differenti e personale controllato tramite l'utilizzo di tamponi. Se il viaggio avvenisse in treno, sarebbe obbligatorio occupare in via esclusiva una carrozza, igienizzando l'ambiente ed evitando contatti con altri passeggeri. In aereo, invece, saranno privilegiati i voli charter e non di linea.


Un altro punto chiave concerne il soggiorno. Una volta giunti a destinazione, i calciatori si muoveranno all'interno dell'albergo dove alloggiano mediante percorsi dedicati tra hall, camere e ristorante. Le stanze dovranno essere rigorosamente singole e vietate ad altre persone. I pasti, infine, verranno distribuiti senza creare assembramenti di persone in un'area esclusiva per la squadra.


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