Coronavirus, Damiano (Pd): lista imprese ancora troppo flessibile

Pol/Bac

Roma, 24 mar. (askanews) - "Ci auguriamo che il confronto tra Governo, sindacati e imprese riesca a trovare un punto di incontro". Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico.

"Sono passati esattamente 10 giorni - ricorda - dall'intesa tra le parti sociali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che tutti avevano considerato un segno di unità e di responsabilità. E adesso le strade dell'impresa e dei lavoratori si sono nuovamente divise, fino alla proclamazione di uno sciopero. L'ultimo decreto, a mio avviso, può essere corretto per quanto riguarda l'elenco delle attività produttive che devono rimanere aperte. Non mettiamo in contrapposizione salute ed economia, ma il diritto alla tutela della salute e della sicurezza di chi lavora viene al primo posto. Una bussola è già stata individuata: rimangano aperte le attività indispensabili (alimentari, trasporti...) e quelle collegate al funzionamento del sistema sanitario. Si adottino, per chi lavora, tutte le misure di protezione necessarie. Punto".

"L'elenco dei codici Ateco del Governo e le possibili deroghe sono ancora troppo elastici rispetto alla gravità situazione. Con delle contraddizioni. Non sono consentita attività, come quelle delle Agenzie per il lavoro, che destinano gli infermieri negli ospedali, e restano aperte attività non essenziali". "Dal confronto in corso con il Governo deve emergere una soluzione che eviti lo sciopero preannunciato dai sindacati e ricostruisca il massimo di unità. La lista delle attività può essere rivista", conclude.