Coronavirus, dati positivi in merito all'andamento dei nuovi casi

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covid contagi
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Nel corso della consueta conferenza stampa settimanale, Silvio Brusaferro e Gianni Rezza hanno commentato gli ultimi dati sull’andamento della curva epidemiologica nel nostro Paese, ravvisando positive novità per quanto riguarda le statistiche sul numero dei nuovi contagi e sulla pressione negli ospedali. In calo infatti non è soltanto l’indice Rt, giunto con l’ultimo monitoraggio a 0,79, ma anche il tasso di incidenza che è sceso a 47 casi per 100mila abitanti.

Covid, calo dei contagi e della pressione sugli ospedali

Nell’intervenire durante la conferenza, Brusaferro ha spiegato che: A decrescere è anche l’età media dei casi, oggi a 39 anni, in calo, ed è di 60 anni l’età media dei ricoverati, il che vuol dire che la campagna vaccinale sui più anziani sta dando i suoi frutti ma anche che è importante continuare a vaccinare anche i più giovani che non sono immuni al virus. Si abbassa anche l’età mediana dei decessi, a quota 76 anni.

Per quanto riguarda invece la pressione sugli ospedali: I ricoveri in area medica sono al 14% rispetto al 19% della scorsa settimana, mentre in terapia intensiva si è passati da una saturazione al 15% rispetto al 19% di 7 giorni fa”.

Covid, contagi in calo grazie alle vaccinazioni

Come illustrato durante la conferenza, la netta decrescita dei nuovi contagi è imputabile anche all’avanzamento della campagna vaccinale, che dal prossimo 3 giugno verrà estesa a tutti i cittadini sopra i 16 anni di età: “Gli over 80 hanno superato soglia del 90% di copertura vaccinale. Le curve ci mostrano che al crescere della copertura vaccinale decresce il numero di contagi e ospedalizzazioni settimanali. Il che conferma l”importanza di continuare a vaccinare”.

Covid, i contagi imputabili alle varianti

Resta di vitale importanza però non abbassare la guarda proprio in questo momento, anche a causa delle variante in circolazione nel nostro Paese: La variante inglese è ormai largamente circolante, ma sono presenti anche altre”. Su 1663 campioni infatti: “La mutazione inglese è dominante all’88% in quasi tutte le regioni, anche se in diminuzione rispetto all’ultimo monitoraggio, cresce leggermente la circolazione della brasiliana (7.3%), resta stabile la sudafricana e vicino all’1% ci sono anche l’indiana, presente soprattutto in Emilia Romagna, Lazio e Lombardia, e di quella nigeriana, con focolai soprattutto nel Centro Italia”.

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