Coronavirus, decisa chiusura di tutti gli impianti sciistici del Paese

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Nel corso della consueta conferenza stampa della Protezione Civile sul bilancio dei contagi del coronavirus, il ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia ha annunciato l’immediata chiusura di tutti gli impianti sciistici del Paese al fine di contenere l’epidemia. Il provvedimento si è reso necessario, come ha precisato Boccia, a seguito della mancanza di autodisciplina e buon senso da parte delle migliaia di cittadini che in questi ultimi giorni si sono recati in massa sulle piste da sci malgrado gli inviti a non effettuare spostamenti.

Coronavirus chiusi tutti gli impianti sciistici

Il ministro Boccia ha aperto il suo intervento spiegando che la decisione di chiudere gli impianti sia giunta durante la quotidiana riunione tra governo e regioni per fare il punto della situazione nel Paese: “Oggi c’era il nodo di alcune stazione sciistiche aperte nelle aree che avevano prescrizioni di minore intensità rispetto alla Lombardia. Abbiamo dovuto prende atto dopo le segnalazioni di alcuni amministratori che il buon senso che abbiamo chiesto non c’è stato”.

Nella conferenza stampa è emerso infatti come le autorità si siano viste costrette a prendere provvedimenti a causa della mancanza di responsabilità dei cittadini: “Visto che in alcune aree il messaggio non è passato attraverso l’autodisclipina delle famiglie e coloro che potevano organizzare questi trasferimenti di vacanza, abbiamo deciso all’unanimità con le regioni e con il governo di chiudere tutti gli impianti sciistici del paese attraverso un’ordinanza della protezione civile”.

La condanna ai gestori degli impianti

Boccia ha inoltre attaccato le iniziative di alcuni comprensori sciistici che approfittando della chiusura delle scuole e dei posti di lavoro hanno fatto campagna pubblicitaria al fine di sollecitare gli studenti ad andare in montagna: “In alcuni casi c’è stata un’operazione di marketing vergognosa. […] Questa cosa e inammissibile e l’abbiamo stigmatizzata tutti, sia il governo che le regioni. […] Riteniamo che operazioni di marketing come quelle fatte sull’Abetone siano esattamente l’esempio di quello che non va fatto, lo abbiamo detto a chiare lettere. Ringrazio i presidenti delle regioni che ci hanno segnalato questo situazioni”.

Nel concludere il suo intervento, il ministro ha infine spiegato: “Molte delle le misure assunte partono dal presupposto che l’assunzione di responsabilità delle famiglie e dei singoli sia il primo impegno che deve essere mantenuto, quando non c’è interviene lo stato con tutta la sua forza.